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Idrogeno verde: produzione globale raddoppierà entro il 2030, ricavi a 420 miliardi di dollari

Per la transizione energetica globale è fondamentale supportare le attività di ricerca e sviluppo delle tecnologie coinvolte nella produzione, stoccaggio, trasporto e utilizzo dell’idrogeno, ma anche fornire incentivi alle aziende per lo sviluppo delle infrastrutture necessarie e per la cattura del carbonio (CCUS).

La ricerca di nuove fonti energetiche pulite per la decarbonizzazione della nostra economia e soprattutto delle industrie più inquinanti sta portando molti Paesi del mondo ad intensificare la ricerca sull’utilizzo dell’idrogeno a basso impatto ambientale (green hydrogen).

Uno studio pubblicato da Frost & Sullivan sull’economia dell’idrogeno verde ha stimato che la produzione globale raddoppierà entro il 2030, passando dalle attuali 71 milioni a 168 milioni di tonnellate.

L’economia dell’idrogeno

I ricercatori si attendono per il prossimo decennio un aumento dei ricavi nel settore dell’idrogeno ottenuto da fonti energetiche rinnovabili: dai 177 miliardi di dollari attesi per la fine del 2020 ai 420 miliardi di dollari del 2030.

Affinché l’economia dell’idrogeno diventi una realtà concreta sono necessarie azioni dei Governi più decisive, ha spiegato in una nota Swagath Navin Manohar, analista di Frost & Sullivan, soprattutto in quattro aree chiave.

La road map globale

“Bisogna supportare le attività di ricerca e sviluppo delle tecnologie coinvolte nella produzione, stoccaggio, trasporto e utilizzo dell’idrogeno – ha precisato Navin Manohar – ma anche fornire incentivi alle aziende per lo sviluppo delle infrastrutture necessarie e per la cattura del carbonio (Carbon capture, utilisation and storage o Ccus). È inoltre necessario sviluppare una road map verso un’economia dell’idrogeno, che affronti le attuali barriere socioeconomiche che inibiscono la crescita di queste tecnologie e favorisca l’adozione di politiche di decarbonizzazione”.

Sebbene i costi per la creazione di questa economia siano inizialmente elevati, ha precisato l’analista, i vantaggi associati all’utilizzo di questa fonte di energia sostenibile sono davvero rilevanti, perché sono frutto della transizione energetica green necessaria al raggiungimento degli obiettivi climatici globali per la metà del secolo.

L’idrogeno, inoltre, potrebbe essere utilizzato non solo nel settore industriale, ma anche come carburante a zero emissioni per i trasporti, sia su strada, sia marittimi, sia nel settore aereo.

La geografia dell’idrogeno

A livello mondiale, la Francia è uno dei Paesi più impegnati su questo fronte, con il piano nazionale per l’idrogeno (“The hydrogen national plan”) che ha come obiettivo l’utilizzo di idrogeno verde nei settori industriali strategici con una quota del 10% entro il 2023 e del 40% entro il 2028.

Per l’Unione europea l’economia dell’idrogeno potrebbe valere oltre 100 miliardi di euro l’anno entro il 2025, con la creazione di almeno 500 mila nuovi posti di lavoro, diretti ed indiretti, lungo tutta la catena del valore.

Cina, Giappone, Germania e Regno Unito hanno ufficialmente annunciato l’impiego di questa fonte pulita in diversi settori industriali e per il raggiungimento degli obiettivi climatici entro il 2050, mentre gli Stati Uniti sono tra i maggiori esportatori mondiali, nonché tra i maggiori fornitori di infrastrutture per tutto il Sud America.

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Articolo Originale di Flavio Fabbri, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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