Food & Wine

I risultati 2018 delle aziende produttrici di spumante – rapporto Mediobanca

 

Anche per la categoria degli spumanti il rapporto Mediobanca ha allargato la base di dati, passando da 34 a 40 produttori con l’abbassamento della soglia di vendite da 40 a 34 milioni di euro. L’analisi non porta a delle considerazioni molto diverse da quelle degli anni scorsi, anche se comincia a notarsi un deterioramento dei dati del comparto. Si vede su numerosi indicatori: il deciso rallentamento del fatturato, cresciuto del 7% nel 2018 ma stabile nel 2019, quando le 175 aziende non principalmente spumantistiche sono andate meglio per la loro minore esposizione al mercato italiano. Secondo, il leggero deterioramento del margine operativo, che torna al 6% dopo il progresso registrato nel 2017. Ne consegue che il vantaggio in termini di ritorno sul capitale rispetto al resto del settore nel 2018 si assottiglia e c’è da immaginare che nel 2019 possa essere uguale, visto l’andamento meno positivo delle vendite. Passiamo all’analisi dei dati.

 

  • Le 40 aziende spumantistiche censite da Mediobanca Research hanno riportato vendite di 1.87 miliardi nel 2018, +7.3%, con un incremento del 7.9% del fatturato italiano e del 6.2% delle esportazioni. Nel 2019 è andata decisamente meno bene, con vendite stabili e un calo in Italia del 2.4% compensato dal +3.2% dell’export. Come vedete dai grafici allegati, fatto 100 le vendite nel 2008 gli spumanti sono oggi a 182 contro 161 per il settore del vino italiano, grazie alle esportazioni che sono (sempre fatto 100 il 2008) a 267 contro 183 per il settore in generale.
  • Se le vendite vanno meglio (storicamente) che quelle del settore in generale, i margini non sono così diversi. Le aziende qui considerate hanno un margine operativo del 6%, che è uguale a quello del settore nel complesso e soprattutto è peggiorato nonostante il buon andamento del fatturato. Le ragioni del calo sono due: primo, l’incremento dei costi esterni, costato 0.4% del fatturato; secondo, il forte incremento degli ammortamenti a fronte degli investimenti degli anni scorsi, costato un altro 0.2% delle vendite. Il costo del personale cresce invece meno del fatturato e determina un impatto positivo dello 0.2%, che ci fa tornare al -0.4% che trovate in tabella, dal 6.5% al 6.1%.
  • Come per il settore in generale, le buone notizie vengono dalla parte finanziaria e fiscale. Tasse in calo dal 23% al 21%, gestione finanziaria in miglioramento: ne risulta un utile netto di 100 milioni di euro, +14% sul 2017.
  • Nonostante i dati meno positivi degli anni scorsi, fare spumanti è sempre un’attività con un ritorno sul capitale superiore al resto del settore. Nel 2018 calcoliamo un ritorno sul capitale investito del 9.6%, in calo netto dal 10.5% del 2017, ma comunque decisamente meglio sia del settore totale (6%) che delle aziende vinicole escluse le cooperative (8.5%). Vedremo che cosa succede nel 2019 a fronte del rallentamento del fatturato e, soprattutto, nel 2020 con i problemi del COVID-19. Vi lascio alle tabelle e ai grafici.

 

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