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Honda, Nintendo ed Enel sotto attacco. I criminali informatici colpiscono i big

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Negli ultimi due giorni sono venuti a galla tre attacchi da parte di criminali informatici a tre importanti multinazionali

di L.Tre

Negli ultimi due giorni sono venuti a galla tre attacchi da parte di criminali informatici a tre importanti multinazionali

2′ di lettura

Negli ultimi due giorni sono venuti a galla tre attacchi da parte di criminali informatici a tre importanti multinazionali. Partiamo da casa nostra. Il disservizio sulla propria rete informatica accusato da Enel nel week end sarebbe stato causato da un ransomware. Come ha dichiarato l’azienda di energia potrebbero essersi verificati disservizi, per un periodo di tempo limitato e il danno è stato contenuto. Come hanno discusso in rete esperti di cybersecurity si tratterebbe di Ekans, un ransomware che in passato avrebbe colpito gli ospedali Fresenius e particolarmente efficace nell’aggredire i sistemi di controllo industriale (ICS).

Più grave l’incidente subito dalla giapponese Honda che lunedì, dopo avere chiesto scusa ai proprio utenti su Twitter per l’interruzione di alcuni servizi ha dovuto temporaneamente chiudere l’accesso in alcune sue sedi anche ai dipendenti, nonché interrompere la propria produzione. Come confermato alla Bbc, l’attacco sarebbe avvenuto ad opera di Ekans. E infine Nintendo che invece non è stata sottoposto a una operazioni di “pizzo” digitale. Il gigante del videogioco made in Kyoto ha confermato che un attacco informatico ai suoi database avrebbe compromesso circa 300mila account dei propri giocatori. In una conferenza stampa l’azienda ha ammesso che l’hacking avvenuto lo scorso aprile è stato in realtà di portata maggiore rispetto a quanto inizialmente ipotizzato.

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Nintendo ha bloccato tutti gli account compromessi, chiedendo agli utenti interessati di resettare le password e le informazioni di sicurezza. Gli account sono utilizzati per accedere ai servizi connessi a console di videogiochi come Nintendo 3DS e Wii U, e non includono credenziali di pagamento; non è escluso però che gli hacker possano aver ottenuto l’accesso a informazioni come indirizzi email e date di nascita degli utenti.


Articolo Originale di di L.Tre, pubblicato in originale >a questo indirizzo< e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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