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Guida Parallels Access 6, controllare Mac e PC è facile, pure da iPhone e Android

Nell’epoca dello smart working generalizzato, alcuni prodotti destinati ad una nicchia diventano improvvisamente necessari: ne è l’esempio la nuova versione di Parallels Access 6, un servizio molto interessante nato per il controllo e monitoraggio di Mac e PC che si affianca perfettamente ai vari Teams, Zoom e Meet per il lavoro a distanza, specie per chi opera nel mondo IT e ha diversi clienti da gestire ma anche per chi, dopo aver lasciato i computer di lavoro nell’ufficio dell’azienda deve accedervi per recuperare dati o gestirli da remoto.

Parallels Access 6

Gemelli diversi

Per chi non lo sa, Parallels Access è un servizio di monitoraggio e controllo remoto di Mac e PC che, pur nascendo dalla stessa casa del più famoso Parallels Desktop 16, non ha nulla a che fare con la virtualizzazione.
Il servizio può essere acquistato stand alone, come vediamo in chiusura del pezzo, oppure come parte integrante della sottoscrizione ai servizi Parallels, ma tecnicamente opera in completa autonomia.
Un Mac mini con macOS Catalina controllato da un browser Firefox da un MacBook Pro con BigSur
L’apertura di un account garantisce la gestione sino a cinque computer, tra personali e “ospiti”, quest’ultima la grande novità dell’ultima versione.
Alcune delle opzioni di sicurezza da attivare su macOS per eseguire tutti i servizi di Parallels Access

Computer personali, come funziona

Parallels Access 6 è un servizio che nasce per controllare e/o monitorare i propri computer personali prima di tutto, anche se la novità della nuova versione è di affiancare dispositivi di terzi.
Diversamente da soluzioni concorrenti che funzionano, parzialmente, anche senza un account vero e proprio, la soluzione di Parallels vede la creazione di un account e la registrazione dei computer come prima attività.
L’agente di Parallels Access 6, qui su macOS
I computer controllati hanno bisogno di un software client (che si scarica dal sito) e che serve solo da agente, con le opportune autorizzazioni mentre chi controlla può usare o solo il browser (da Mac o PC Windows) oppure l’App per iOS e Android.
La gestione da browser è ottima, il servizio nasce dal punto di vista della semplicità e anche chi non ha mai provato una App per il controllo remoto può agire in autonomia, a patto di perdere solo qualche minuto all’inizio per seguire tutti i passaggi.
Tra l’altro gli sviluppatori sono, evidentemente, grandi conoscitori dell’ambiente macOS perchè tutti i dettagli che riguardano l’ambiente Apple (come le forme dei Mac riconosciuti) sono molto dettagliati mentre in ambiente Windows  computer sono spesso indicati da disegni più generici.
La finestra di gestione dei Computer controllati: mostra alcune delle caratteristiche, come la forma dei Mac e il nome. Riguardo i PC i dettagli sono più generici.
Ricordiamo che il controllo remoto opera tanto all’interno quanto all’esterno di una rete locale e che ovviamente il servizio opera solo con il client aperto e funzionante. In alcune reti aziendali potrebbe essere necessario agire sul firewall, mentre per le reti casalinghe di solito questo non serve.
La gestione via mobile ha anche alcune caratteristiche esclusive, come ad esempio la possibilità di navigare attraverso i dischi dei computer tracciati come si trattasse di un servizio cloud (come Dropbox o OneDrive), copiando, incollando o spostando i file in modo molto semplice e condividendoli con le altre App.
Il computer ospite riceve il link dall’utente e procede allo scarico dell’agente costumizzato

La funzione Ospite

La novità di questa versione è la funzione Ospite (chiamata sul sito “Altri computer”) che permette di controllare computer non di proprietà.
La meccanica è strutturata in questo modo: serve prima “invitare” gli utenti inviando loro un link, generato dal portale esclusivamente via web, in modo che questi possano scaricare una App agente opportunamente costumizzata, che genera un codice che poi il controllore deve inserire.
Per i computer ospiti, l’agente è un po’ diverso, ma la sostanza è la stessa
La procedura è necessaria solo la prima volta, per le successive sessioni serve solo il codice da trasmettere a voce o in qualsiasi altro modo, in modo da essere sicuri che il proprietario del computer controllato autorizzi l’ingresso.
Da notare che questa procedura è pensata per una totale sicurezza, e prevede la presenza umana da entrambe le parti, diversamente dalla gestione dei computer di proprietà, per i quali è tutto più facile e la connessione avviene anche senza un operatore davanti al computer controllato.
La novità dei computer Ospiti è ben vista e avvicina di molto Parallels Access ai concorrenti, pur mantenendo un prezzo davvero molto più basso; il limite dei cinque computer è adatto ad una piccola impresa e quando le esigenze crescono bisogna considerare il piano Business.
L’area di gestione dei computer ospiti

Considerazioni

La funzione di controllo remoto di Parallels Access è alla fine un processo lineare. La gestione via browser svincola dall’utilizzo di una App per cui chi gestisce i computer lo può fare da qualsiasi dispositivo, anche occasionale, a patto di ottenere una autorizzazione via email per ogni nuovo client (usando un proxy, è possibile che di tanto in tanto sia necessario riautorizzare nuovamente i client).
L’App per mobile, per iOS e Android, è davvero fatta bene anche se la funzione di ingrandimento, presente su smartphone, non c’è su Tablet e di tanto in tanto, specie nei display ad alta risoluzione, se ne sente la mancanza.
L’agente, qui su Windows 10
L’agente permette di bloccare l’uso dell’utenza locale durante le sessioni remote e, per risparmiare banda, c’è anche un Desktop semplificato.
Qui in redazione usiamo moltissimo Parallels Access da anni per controllare il Mac mini che lavora senza display in salotto e che fa diversi compiti: localmente usiamo la funzione di condivisione di macOS, tuttavia un paio di volte Parallels Access ci ha salvato da un riavvio forzato per via di setup più o meno dubbi attuati durante le prove (l’agente non dipende dal system, per cui in un paio di occasioni ci ha permesso di riavviare il Mac con un OS zoppicante). Access è utilizzato anche per controllare il Mac di produzione quando siamo fuori sede, potendo contare su iPhone o iPad all’occorrenza.
Un PC Lenovo con Windows 10 controllato da un Macbook Pro con BigSur, via Firefox

Smart Working in sintonia

L’utilizzo è da considerarsi parallelo ai vari servizi di comunicazione smart come Zoom, Teams e Meet.
Parallels Access 6 affianca i principali servizi in vari modi: o usando più computer personali contemporaneamente, come dei piccoli server temporanei, o utilizzandoli quando magari non è possibile altrimenti (il computer dell’ufficio quando siamo a casa o viceversa) oppure, con la nuova funzione ospite, per assistere qualche amico o collega in difficoltà per una determinata funzione o passaggio.
Nell’epoca dello smart working, una funzione del genere può diventare vitale, specie se offerta ad un prezzo davvero invitante, se paragonato alla concorrenza che, magari con qualche funzione in più, arriva ad un costo che 10x o 12x quello di Access.
L’App per mobile ha tutto quel che serve: qui su un iPhone 8. Oltre al controllo e gestione dell’ambiente Desktop di Mac e PC, consente anche la navigazione di file e cartelle, al pari di un servizio cloud o di un NAS

Prezzo:

• 17,99 Euro (Piano annuale)• 30,99 Euro (Piano biennale)• 49,00 Euro (Piano Business annuale)• 49,00 Euro (Pack 5 computer aggiuntivi per Piano Business)
Ricordiamo che Parallels Access 6, come tutti i prodotti Parallels sono distribuiti in Italia da Attiva Evolution, divisione a valore di Attiva. Maggiori informazioni a partire dalla pagina ufficiale.
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