Green e sostenibilità

Gruppo Grassi conquista Ase, le accensioni per l’aerospazio

aCQUISIZIONI

L’obiettivo per la neonata società: 30 milioni di fatturato entro 2 anni. Sbarco nel settore rafforzato dalla contemporanea acquisizione di Leat

di Raoul de Forcade

(Reuters)

L’obiettivo per la neonata società: 30 milioni di fatturato entro 2 anni. Sbarco nel settore rafforzato dalla contemporanea acquisizione di Leat

3′ di lettura

Ase e Leat, due aziende italiane di eccellenza del settore aeronautico e aerospaziale, passano al gruppo Grassi. A condurre l’operazione Raimondo Grassi, industriale romano che opera, con Tea Energia e altre società, nel settore delle rinnovabili, e ha deciso di diversificare entrando proprio nel comparto dell’aeronautica. L’operazione è frutto di una lunga
due diligence
che si è conclusa, per quanto riguarda Ase, durante il lockdown, mentre per Leat poco prima che scattasse la chiusura generale. Ma l’iniziativa è emersa solo ora.

Le origini di Ase

Ase è una storica azienda lombarda: nasce nel 1919 all’interno della Magneti Marelli, poi diventa Fiat Avio e infine, dal 1998, prende il nome attuale, controllata da diversi soci italiani con maggioranza detenuta, fino all’arrivo di Grassi, dalla società Delta. Per entrare nella compagine dell’azienda, spiega l’industriale, «abbiamo creato, con altri imprenditori, una società veicolo, la Avio Equipment, della quale io detengo la maggioranza, e avviato, in accordo con i vecchi soci Delta, un aumento di capitale che loro non hanno sottoscritto». In questo modo, Avio Equipment ha raggiunto il 75% del capitale.
L’operazione è stata seguita, sotto il profilo societario e fiscale, dallo studio Marchetti «ed è stata complessa – afferma Grassi – perché Ase è sottoposta al golden power ». È questo il motivo per cui l’acquisizione è rimasta riservata fino a quando non è stata comunicata l’autorizzazione governativa. In precedenza, come si è accennato, era stata acquisita la romana Leat, fondata nel 1972; un’azienda che oggi si occupa di progettazione, produzione e qualificazione di apparecchiature avioniche, nuove tecnologie di prodotto e aggiornamento o sostituzione di componenti obsolete.

I numeri di Ase

«Ase – ricorda Grassi – fattura 18-20 milioni di euro l’anno, mentre Leat circa 6 milioni. Ci siamo posti l’obiettivo di raggiungere, con il gruppo formato dalle due società, un fatturato di 30 milioni entro due anni». Grassi non quantifica l’entità dell’aumento di capitale portato a termine con Ase ma emerge che il valore dell’operazione è tra i 5 e 7 milioni di euro, tra ricapitalizzazione e investimenti programmati nel prossimo biennio. Le due aziende complessivamente garantisco occupazione a 130 persone (110 lavorano in Ase e 20 in Leat). «Il mio gruppo – racconta Grassi – si occupa da oltre 15 anni di rinnovabili ed è attivo soprattutto nel fotovoltaico e nell’eolico. Con Tea Energia ci occupiamo della costruzione di impianti per quei tipi di energia e abbiamo società più piccole che li gestiscono e vendono energia elettrica. Abbiamo operato soprattutto in Abruzzo, realizzando impianti, ad esempio, per la Sicma, impresa produttrice di macchine agricole, ma anche nel Lazio. Poi abbiamo deciso di diversificare, decidendo di rivolgerci al settore aerospazio». Aver fatto un simile passo, «in un momento come questo, con l’emergenza Covid in corso – prosegue Grassi – è stato un atto di coraggio ma sia Ase che Leat sono aziende consolidate e strategiche e riteniamo di aver compiuto la mossa giusta. Ase produce auxiliary power unit (Apu), cioè generatori elettrici per aerei ed elicotteri, senza i quali i mezzi non potrebbero volare. Ha clienti come Boeing e Airbus e perfino l’elicottero del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, monta un impianto di Ase. L’azienda sta inoltre sviluppando un programma innovativo chiamato brushless, che consiste nella realizzazione di motori che utilizzano, per far passare l’elettricità, campi magnetici al posto delle spazzole di contatto: un sistema che garantisce una maggiore sicurezza, eliminando le scintille provocate dalle spazzole».

Cosa fa Leat

Leat, invece, racconta Grassi, «si occupa di manutenzione avionica, in particolare, della cabina di pilotaggio di velivoli nonché di quella dei fari a led, con telecamere, degli elicotteri delle forze dell’ordine: pezzi da un milione di euro ciascuno. Ha anche un magazzino storico di componenti di ricambio di aerei militari come Canadair e Aermacchi».
Sia Ase che Leat, delle quali è ad Giuseppe D’Alò, hanno una collaborazione attiva con Leonardo, «che permette alle due società – sottolinea Grassi – di dare impulso a ricerche e nuove tecnologie, in particolare con Boeing e Airbus».


Articolo di di Raoul de Forcade pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


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