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Google Pay, il lato oscuro della rivoluzione

Google Pay, come abbiamo visto qualche giorno fa, si appresta a compiere una vera e propria rivoluzione, con tante nuove funzionalità e un rinnovato impegno nella conquista del settore fintech. Ma ci saranno alcune modifiche che genereranno malcontento – due, in particolare, relative al trasferimento diretto di denaro tra un utente e l’altro.

Da gennaio non sarà più possibile usare il sito web – pay.google.com – per portare a termine questo tipo di operazione; servirà per forza la nuova versione dell’app ufficiale. Inoltre, a queste transazioni, che finora erano gratuite, sarà applicata una commissione. È importante precisare che il trasferimento di denaro diretto da un utente all’altro da noi non è mai stato supportato, ma diciamo che l’umore nei mercati in cui è disponibile è tutt’altro che buono.

Le commissioni saranno pari all’1,5% dell’importo totale, con un minimo di 31 centesimi di dollari, ogni volta che il trasferimento è fatto attraverso una carta di debito. Niente commissioni se si passa da un conto corrente bancario, che però richiede più tempo – tra 1 e 3 giorni. L’altro grande problema, spiega Ron Amadeo di Ars Technica su Twitter, è che il nuovo servizio usa il numero di telefono per stabilire l’identità dell’utente, invece dell’account Google.

I am not going to tie my online identity to a monthly bill. It’s not just annoying, I’d argue it’s morally wrong to tie identity to a phone bill.
— Ron Amadeo (@RonAmadeo) November 23, 2020

Ricordiamo che negli USA la vecchia app di Google Pay, che per noi è ancora quella attuale, non è più utilizzabile: bisogna passare alla nuova versione. Dalle nostre parti la rivoluzione del servizio arriverà più avanti – Google non ha garantito date precise, ma probabilmente accadrà in qualche momento del 2021.leggi articolo completocliccando qui


Articolo Originale di HDblog.it, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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