Turismo

Forlì, l’aeroporto Ridolfi scalda i motori. Così si presenta lo scalo dopo il restyling

Ma quale spazio può ritagliarsi il Ridolfi, in aperta concorrenza lungo 120 chilometri di via Emilia tra il Marconi e il Fellini? «Il Ridolfi sarà da un lato il polo tecnologico aeronautico di riferimento in Italia, a servizio dell’Istituto tecnico aeronautico “Baracca”, della facoltà di Ingegneria aerospaziale dell’Università di Bologna, dell’Enav Academy e delle diverse scuole di volo presenti; dall’altro alto sarà uno scalo passeggeri di nicchia low-fare ma non low-cost, ad alto servizio, che collegherà la Romagna all’Europa e, con un solo scalo intermedio, a tutto il mondo», sottolinea l’ad Sandro Gasparrini.

Manager di lungo corso nel settore, Gasparrini è l’artefice della certificazione Enac e della ritrovata sintonia tra istituzioni, imprenditori e banche di Forlì, Ravenna e località turistiche tra l’Adriatico e l’Appennino, che credono nella sfida di far viaggiare dal Ridolfi 400mila persone nel giro di 3-4 anni per arrivare al break-even con 10-12 milioni di euro di ricavi. Numeri plausibili – assicurano azionisti e manager, ricordando che Forlì arrivò a oltre 800mila passeggeri nell’anno d’oro 2004 e che Bologna sfiorava, pre-Covid, i 10 milioni di viaggiatori ma sta arrivando alla saturazione – soprattutto considerando che la catchment area del Centro-Nord è di 18 milioni di utenti.

Guerra di numeri

«Non è vero che dreneremo risorse allo Stato», ribatte Gasparrini ai dossier “nemici” dei riminesi che parlano di 200 milioni di euro di inutili costi. «Abbiamo sempre evitato fin qui di rispondere alle provocazioni e continueremo a farlo – sottolinea il presidente – perché crediamo in questa sfida perché ci sono almeno 500mila persone del territorio che oggi utilizzano scali vicini che avranno un risparmio di quasi 50 milioni di euro, tra taglio di tempi, spesa e inquinamento utilizzando il Ridolfi. Se vogliamo rivitalizzare questo territorio certo non possiamo pensare di portare qui traffico da Rimini, finora al Fellini non è mai atterrato alcun turista diretto tra Ravenna, Forlì o Cesena. E non puntiamo a sottrarre rotte verso la Russia a Rimini, ma a valorizzare i collegamenti verso le mete tradizionali di quest’area. Sto trattando con tante, troppe, compagnie e sono fiducioso. Questa – conclude Silvestrini girando nell’atrio del Ridolfi rimesso a nuovo – sarà la finestra della Romagna sul mondo e il nostro profilo di aeroporto a misura d’uomo fa sì che siamo naturalmente nella condizione di rispettare i distanziamenti imposti dall’emergenza sanitaria, immaginando che da qui decollerà o atterrerà un aereo ogni ora».

«Il Ridolfi – aggiunge il suo socio in affari, il re delle cliniche private Ettore Sansavini – genererà benefici per le due province di Forlì-Cesena e Ravenna che uno studio Kpmg quantifica in oltre 113 milioni di euro, con 1.800 nuovi posti di lavoro e 50 miliardi di Pil in più in cinque anni tra indotto turistico, attività industriali e servizi logistici».


Articolo di di Ilaria Vesentini pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


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