Food & Wine

Fiorentini investe nella sostenibilità con il nuovo stabilimento hi-tech

innovazione

L’impresa torinese specializzata nei cereali soffiati ha investito 50 milioni per uno sito produttivo all’avanguardia

di Maria Chiara Voci

Fiorentini Alimentari ha investito 50 milioni nel nuovo stabilimento hi-tech

L’impresa torinese specializzata nei cereali soffiati ha investito 50 milioni per uno sito produttivo all’avanguardia

3′ di lettura

Il nuovo sito produttivo – programmato da tempo – è entrato in funzione in concomitanza con l’anno nero della pandemia e del lockdown. La Fiorentini Alimentari, brand torinese noto nella produzione di cereali soffiati, si è così trovata ad affrontare una doppia sfida: gestire il trasferimento e il collaudo della sede senza impattare sulla produzione e, al tempo stesso, impostare una nuova organizzazione del lavoro, con regole diverse sia nei flussi di approvvigionamento delle materie prime che nella distribuzione del prodotto lavorato.

Il 2020, più che in altre realtà, sarà dunque una data da ricordare nella storia dell’impresa, che ha avuto la sua origine nel 1918 in una piccola bottega di rivendita di generi alimentari e che coinvolge oggi, fra le figure in azienda, la quarta generazione della famiglia che ne detiene la proprietà.

Il mercato dei cereali soffiati è, oggi, secondo i dati diffusi dalla Nielsen (azienda globale di misurazione e analisi) il primo prodotto per diffusione nel comparto del biologico. La Fiorentini detiene il primato temporale in Europa nell’aver importato dall’Australia le gallette di mais (in alternativa a quelle di riso), oggi uno degli alimenti simbolo delle diete per la salute e per le intolleranze alimentari.

L’azienda torinese – che attualmente lavora 23 diversi cereali e produce snack dolci e salati, con o senza glutine, anche conto terzi – ha deciso di investire sull’innovazione, la tecnologia e il controllo del prodotto, made in Italy nella quasi totalità per una precisa scelta di campo. L’investimento è stato di 50 milioni nell’area industriale del comune di Trofarello, nella zona sud del capoluogo piemontese per un complesso che scommette anche sul risparmio dei consumi energetici, sia nella palazzina uffici di 5mila mq che nella zona di produzione vera e propria e nei 10mila mq che circondano il sito, dove sono stati piantati oltre 100 alberi

Fiore all’occhiello dello stabilimento è il magazzino automatico di stoccaggio che si sviluppa in altezza fino a 30 metri , ospita 13mila posti pallet su 3.000 mq di superficie ed è dotato di un innovativo sistema di energy recovery system, cioè un sistema che consente il recupero dell’energia, compresa quella che deriva dal lavoro dei “traslo”, i dispositivi elettromeccanici che «lavorano» per lo spostamento delle merci e che immagazzinano energia durante la fase di frenata e la trasformano nuovamente in energia spendibile per la trazione del dispositivo o per la sua l’alimentazione.


Articolo di di Maria Chiara Voci pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


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