Digital News

Facebook e Instagram minacciano di diventare a pagamento: ecco perché

Le nuove impostazioni sulla privacy introdotte da Apple sui suoi iPhone e iPad avranno un impatto non trascurabile per tutte le aziende del web attive nell’ambito della vendita di pubblicità indirizzata ad utenti specifici. Il gruppo Facebook è tra le realtà più colpite dal cambiamento imposto dalla casa di Cupertino, e per rispondervi ha inserito all’interno di Facebook e Instagram due schermate per chiedere agli utenti in modo non troppo velato di non attivare i nuovi strumenti di protezione. Le relative finestre di dialogo stanno apparendo a tutti gli utenti del social con iOS 14.5 o iPadOS 14.5, e tra le altre cose minacciano velatamente che le due app potrebbero in futuro non essere più mantenute gratuite. La realtà però è che questi avvisi possono essere tranquillamente ignorati.

Un business da 30 miliardi

Le barriere di protezione ideati da Apple attivati con l’ultimo aggiornamento di iPhone e iPad impediscono agli sviluppatori di tracciare il comportamento degli utenti da un sito all’altro o da un’app all’altra: cercare uno un costume da bagno sul web insomma non farà in modo che ne appaiano delle inserzioni su Instagram, e così via. Questi strumenti di tracciamento consentono di vendere alle aziende spazi pubblicitari che finiscono sugli smartphone di utenti già potenzialmente interessati ai loro prodotti, e sono strumenti preziosi: nel solo 2020 la vendita di milioni di queste inserzioni di precisione chirurgica è valsa al colosso di Menlo Park poco meno di 30 miliardi di dollari.

Il significato della schermata

Non stupisce che la società di Mark Zuckerberg desideri difendere a tutti i costi la prospettiva di continuare a guadagnare ancora più miliardi a velocità smodata (negli ultimi 3 mesi il gruppo ha già incamerato altri 10 miliardi, il doppio rispetto a quanto guadagnato nello stesso periodo dell’anno scorso). Quel che è interessante è osservare…

Leggi articolo integrale cliccando qui


Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

Show More
Back to top button