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Estati sempre più calde e smart working, cresce la voglia di fresco anche in casa

Il 2020 è stato un anno di caldo record a livello globale, ma secondo il Copernicus Climate Change Service dell’Unione europea anche tutto l’ultimo decennio, a conferma dei cambiamenti innescati dal riscaldamento globale, ha fatto registrare temperature quasi tropicali. E se il detto “non ci sono più le mezze stagioni” è in voga ormai da un po’, ormai sembrano non esserci più nemmeno quelle “intere” come le conoscevamo prima: “marzo pazzerello e aprile con l’ombrello”, ad esempio ormai si sono spostati in avanti, e il mese delle piogge da qualche anno a questa parte è diventato maggio. Gli inverni con temperature polari, grandi nevicate e stalattiti a decorare alberi e tetti, a parte qualche rara occasione, non ci sono più. E i mesi estivi, una volta temperati, sono diventati sempre più roventi.

Così, insieme alle stagioni, è cambiato anche il nostro modo di vivere e di “gestire” il meteo: negli ultimi anni, infatti, è aumentata la richiesta di avere un clima “su misura”: secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, che ha studiato il trend nel rapporto “The future of Cooling”, entro il 2050 nel mondo verranno acquistati 10 nuovi condizionatori d’aria ogni secondo. E se tutto il mondo si muove verso estati “climatizzate”, l’Italia non fa differenza: soprattutto dal 2016 in poi, secondo diversi studi, la domanda di impianti di condizionamento e di climatizzazione è cresciuta in modo vertiginoso.

A far crescere la domanda è stato sicuramente anche lo smart working. Perché se prima della pandemia, quando il lavoro da remoto era quasi una rarità, il fatto di restare in casa senza sudare era visto quasi come uno sfizio, con il passaggio massiccio allo smart working il comfort ambientale è diventato una necessità fondamentale. Perché se durante le ore lavorative non si ha quello che il ministero della Salute definisce come “benessere termico” (cioè un microclima con livello di temperatura e umidità…

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Articolo Originale di Ciaopeople Studios, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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