Green e sostenibilità

Enel rifà la centrale di Brindisi: addio al carbone, il futuro è il gas

articolo di di Jacopo Giliberto pubblicato su di Jacopo Giliberto

Il carbone in Italia

La centrale di Brindisi Cerano non è la sola alimentata con il carbone. La più grande e moderna è quella di Civitavecchia (Enel), ma vanno ricordate per esempio le centrali dell’Enel alla Spezia, a Fusina Venezia e a Portoscuso Sulcis in Sardegna. In graduale dismissione ci sono per esempio le piccole centrali nel porto di Genova e di Giano nell’Umbria. L’utility lombarda A2A ha in programma una graduale uscita dal carbone per la grande centrale goriziana di Monfalcone e ha appena avviato la chiusura della centrale Lamarmora a Brescia mentre è chiusa ormai da anni e ha modeste speranze di ripartire la centrale di Brindisi Nord che si trova nella rada del porto.

Le rinnovabili superano i combustibili

Dice la società energetica: «La chiusura anticipata del Gruppo 2 della centrale Federico II di Brindisi rientra nell’impegno di Enel per la transizione energetica verso un modello sempre più sostenibile».
A livello globale, nel 2019, la capacità installata di Enel da fonti rinnovabili ha superato per la prima volta quella da fonti termoelettriche e nel primo trimestre del 2020 la produzione di energia elettrica a zero emissioni ha raggiunto il 64% della generazione totale del gruppo.
L’obiettivo a lungo termine del Gruppo Enel è la completa decarbonizzazione del mix entro il 2050, con una serie di traguardi intermedi come il completamento dell’addio al carbone in Italia entro il 2025 e a livello globale entro il 2030.

Michele Emiliano: tutelare i lavoratori

«La transizione energetica dal carbone a un modello più sostenibile trova oggi una concreta attuazione nella decisione di Enel di dismettere il Gruppo 2 della centrale Federico II di Cerano entro l’1 gennaio 2021», annuncia la Regione Puglia attraverso un comunicato.
«Questa è una buona notizia, — aggiunge il presidente della Regione, Michele Emiliano — abbiamo lavorato con grande determinazione per convincere Enel a dismettere la centrale a carbone di Cerano e questo impegno è stato preso per il 2025. Dobbiamo dare atto a Enel che ha preso questo impegno». E ha precisato: «I lavoratori e le loro famiglie vanno tutelati», una precisazione che ricorda le proteste che trent’anni fa avevano accompagnato la fine dei lavori di costruzione della centrale.
«Si conferma così il percorso avviato di dismissione dal carbone — osserva il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi — sebbene si tratti solo del primo passo non possiamo che accoglierlo positivamente».

Commenti degli ecologisti

«La scelta di iniziare a chiudere la centrale a carbone di Brindisi, una delle più inquinanti d’Europa, a partire dal primo gennaio 2021 è senza dubbio positiva, purtroppo però rovinata dalla volontà dell’azienda di convertire l’impianto a gas fossile», protesta Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia.
Il Wwf aggiunge che «è fondamentale che l’azienda, contestualmente alla procedura di riesame Aia, invii come richiesto dal ministero dell’Ambiente, il piano dettagliato per la dismissione completa dell’uso del carbone».


fonte – tutti i diritti riservati all’autore

Show More

Redazione DReporter

Il Team di Redazione è composto da vari collaboratori e freelancers ognuno dei quali in focus sull'argomento trattato

Articoli Suggeriti per Te

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button