Green e sostenibilità

Ecobrand manager e localizer, le nuove professioni della sostenibilità


Nutrizionista, ingegnere e avvocato. Ma anche Ecobrand Manager, Localizer e promotore di materiali edili sostenibili. Sono lavori tradizionali e ‘nuovi’ che da qui ai prossimi 10 anni saranno legati a filo doppio con la sostenibilità. Basti pensare che entro il 2023 le aziende italiane avranno bisogno di altri 481mila professionisti con competenze nel green. In un mondo del lavoro sempre più competitivo, serviranno nuove competenze trasversali (o soft skills) in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 Onu. E il ruolo dell’Università nel formare gli studenti su questi nuovi argomenti sarà centrale. A loro Fondazione Barilla mette a disposizione il Food Sustainability Index Edu.


Si tratta di uno strumento educativo nato per insegnare la sostenibilità alimentare e con l’obiettivo di dare agli studenti gli strumenti utili a capire le mille potenzialità di questo ambito, identificare le buone pratiche e le sfide che saremo chiamati ad affrontare in futuro.



Secondo Fondazione Barilla, al primo posto delle competenze trasversali indispensabili per accedere al mondo del lavoro ci deve essere l’empatia, perché per comprendere un tema complesso come quello della sostenibilità legata al cibo bisogna saper sviluppare forte sensibilità verso l’ambiente intorno a noi.


C’è poi bisogna della transdisciplinarità, capacità di riuscire ad andare oltre il proprio ambito di studi integrando dinamiche trasversali e, al tempo stesso, complementari. È il caso del nutrizionista o del dietologo che, nel suggerire regimi alimentari secondo le necessità dei pazienti, studia la sostenibilità del cibo indicando prodotti che al tempo stesso facciano bene non solo alla salute delle persone, ma anche a quella del Pianeta.


A queste si aggiunge l’agency, ovvero la capacità di essere ‘fautori’ del cambiamento all’interno di un sistema già predefinito. Questo è il caso del promotore edile di materiali sostenibili, ovvero l’esperto che suggerisce e/o sceglie i materiali più indicati (e sostenibili) per la realizzazione di un impianto, applicando i più innovativi criteri di sostenibilità ambientale;


Infine, il System Thinking o la capacità di osservare un intero processo e mettere tutto a sistema come il Localizer che usa le innovazioni e la tecnologia per avere un impatto significativo all’interno delle città. Chi possiede questa abilità potrà trovare lavoro anche come Ecobrand manager, ricercato per la sua capacità di monitorare il mercato di riferimento, di organizzare e di studiare le strategie di marketing più adatte ai prodotti sostenibili.


Fsi Edu sarà presentato domani ai docenti nel corso di un webinar dal titolo ‘Teaching the complexity of food sustainability in the Decade of Action’ (è possibile registrarsi per seguire il webinar a questo link) e vedrà la presenza di esperti internazionali, alcuni provenienti dalla Finlandia, dagli Stati Uniti e altri dal Regno Unito.


Particolarmente indicato per le discipline di economia agraria, studi alimentari, ingegneria ambientale, turismo e gestione alberghiera, scienze della nutrizione e geografia, al momento Fsi Edu è stato sperimentato sia online che in presenza con circa 200 studenti che studiano discipline trasversali come per esempio: ingegneria, nutrizione, scienze del turismo, design ed economia.

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