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Ecco perché Marc Marquez potrebbe diventare un problema per la MotoGP

Essere sempre vincenti è bello, ma ha conseguenze di altra natura

Marziano, formica atomica, SuperMarc….lo chiamano in mille modi diversi ma la sostanza non cambia ovvero Marc Marquez è il campione da battere in MotoGP.

Classe, spregiudicatezza, follia ma anche calcolo e maturazione ne stanno facendo una macchina da guerra motociclistica, capace di sterminare chiunque e ovunque, distruggendo, a soli 23 anni, un record dopo l’altro, uno che rialza la moto con le ginocchia mentre dovrebbe essere in terra, uno che fa i tempi di qualifica sul bagnato usando le slick…e molto altro.

Ma nei confronti del campione spagnolo sta iniziando, in modo per ora sommesso, un flusso di atteggiamenti e informazioni non proprio positive, ovvero qualcosa, nel mondo della MotoGp, sta cambiando.

Fino ad un anno fa i commenti non positivi su Marquez arrivavano da rivali titolati , come Valentino rossi, per episodi del passato (e quindi già archiviati), adesso si sta assistendo ad una insorgenza di minore tollerabilità verso alcune cose che Marquez fa in pista (e non)

Ad esempio, ad inizio campionato il compagno di squadra Jorge Lorenzo (che aldilà del momento negativo e mancanza di risultati, resta comunque un penta campione del mondo…), reo di aver detto che la Honda HRC dovesse essere più “guidabile” fu immediatamente “messo a tacere” dal suo vincente conterraneo.

Vicenda chiusa?

Pare di no…visto che altri piloti, come Cal Cratchlow, gli hanno fatto eco affermando che

“che la moto diventi più facile da guidare è cosa che chiediamo da quattro anni.”

Come logica conseguenza il messaggio è chiaro e forte per tutti:

Marc Marquez è la Honda e la Honda è Marc Marquez.

Gli altri sono pregati di mettersi in lista di attesa: situazione che non può certo essere digerita senza malumori dai piloti Honda, specie da veterani della MotoGP.

A questo aggiungiamo che a volte il campione Spagnolo ha atteggiamenti fin troppo spavaldi e aggressivi in pista, e questo sta contribuendo a creare una serie di commenti non proprio lusinghieri da parte dei suoi colleghi centauri.

La questione extra sportiva

C’è però la questione più importante di tutti, qualcosa che va aldilà delle pieghe ai limiti dell’impossibile, delle velocità di punta, WarmUp, Pole Positions, Q1, Q2, staccate e tutto il resto:

Audience, ovvero pubblico e diritti televisivi…. in una parola: SOLDI !

Un Marc Marquez che stravince ogni gara, al punto di non essere quai mai inquadrato dalla telecamere come se stese correndo su un missile terra-aria anziché su una motoGp, non fa bene allo spettacolo.

Ovviamente lui fa (benissimo) il suo mestiere, è l’attuale super-eroe delle due ruote, e personalmente gli auguro di continuare ad essere vincente per tutta la carriera…ma la gente guarda le corse di moto per vedere chi vince, non per vedere Marquez che vince…e spesso senza nemmeno dover combattere.

E’ cosa diversa e che ci porta dritti al tema di fondo

La MotoGp non è gratis

già, devi avere un abbonamento per vederla…ma nessuno paga volentieri un biglietto per vedere un film giallo dove si conosce già l’assassino.

Sì, c’è la differita in chiaro su Tv8…ma davvero si può pensare di evitare di conoscere il risultato di una gara ai tempi di internet?

Siamo seri…

Streaming  illegali etc.. riguardano la pirateria e quindi non sono argomento di questo articolo.

Quindi torniamo all’inizio: per vedere la MotoGP devi pagare. Punto.

Ma se vince sempre il solito pilota…che pago a fare?

Se a questo aggiungiamo che l’idolo di sempre (Rossi) è in ovvio declino, il rischio che la motoGP diventi noiosa c’è..

Questo non va bene per gli ascolti e non è gradito dagli sponsor, e se non ci sono gli sponsor …sono dolori per un circus decisamente oneroso.

Marquez è straordinario, probabilmente destinato a disintegrare tanti records, ma dal punto di vista mediatico non può essere il nuovo Valentino Rossi.

Valentino correrà anche nel 2020, ma la scritta “the end” è ben chiara sullo sfondo, e non si vede in Italia un suo connazionale che possa far “sognare” e appassionare allo stesso livello.

Del resto è (stato) un fenomeno, come lo è oggi Marquez,

Ma nella MotoGp moderna la monotonia di risultati (anche se di vittorie) , se non accompagnata da duelli e “carenate”, porta pericolosamente alla mancanza di stimoli per il pubblico (pagante, ricordiamolo...)

Qualche sprazzo si è visto con Andrea Dovizioso negli ultimi due campionati, ma diciamoci la verità, seppure parliamo di un eccellente pilota (e persona di una eleganza sportiva unica), non mi aspetto che l’anti-Marquez possa essere un 33enne che in carriera ha vinto un solo mondiale in 125 (oggi Moto3) nel 2004.

Se molta gente guarda ancora la MotoGP è perché Valentino Rossi è in pista, questa è la verità.

I più attenti avranno già visto un calo dei gruppetti che guardavano la MotoGP davanti alla Tv degli stabilimenti balneari…limitandosi a chiedere passando “Valentino? ” …per poi allontanarsi mestamente sentendo la risposta e non vedendo poi grande partecipazione dagli spettatori.

Ovvio che gli appassionati seguono le corse di moto anche senza i grandi campioni, ma la Tv è fatta di numeri e più gente c’è più soldi si muovono…torniamo sempre lì.

Anche i giornalisti più di parte (nel senso positivo del temine) non possono che rendere omaggio e merito al nuovo campione, ma con analisi che a volte fanno trapelare rassegnazione.

Il bravo ed esperto Guido Meda ha il suo bel da fare per mettere “tutti in piedi sul divano” gli spettatori, cercando di far dimenticare loro che stanno assistendo alla lotta per il secondo e terzo posto, perché il primo è, di fatto, già sempre assegnato.

Commentatori e giornalisti, impegnati negli studi Tv e nei paddocks, si sperticano in analisi tecniche fini a se stesse, perché quando arriva la domanda sulla formica atomica, devono solo allargare le braccia sconsolatamente.

Ecco perché, paradossalmente, nonstante il suo talento smisurato e manifesto, Marc Marquez può essere un problema per la MotoGp, di non facile soluzione, perché è presumibile che le cose non cambieranno nel breve e medio termine, ovvero egli continuerà a vincere in modo pressoché costante nel prossimo futuro.

E su questo aspetto, c’è da scommetterci, che i “signori della MotoGp” stanno già ragionando….

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Marco Forconi

Laurea in Marketing & Business Management. Formatore e Docente del Programma formazione Europea Por-FSE. Solido Background Informatico con oltre 20 anni di consulenza aziendale. Autore di tre libri, ho creato il mio primo sito web nel 1999 (lo ammetto, era inguardabile…).

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