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è stato il primo computer per tutti

Chi si è appassionato di videogiochi e informatica tra gli anni ’80 e ’90 non potrà non sentire il peso degli anni sapendo che il Vic-20, storico computer casalingo prodotto dalla britannica Commodore, ha ufficialmente 40 anni. Presentato nel 1980, lo storico gadget è entrato poi in commercio in tutto il mondo l’anno successivo riscuotendo un enorme successo grazie a una elevata versatilità, a videogiochi che hanno ipnotizzato un’intera generazione di ragazzi e un prezzo di lancio di circa 300 dollari che per i tempi aveva pochi rivali.

Forse il Vic-20 non è passato alla storia forte del medesimo fascino vintage di dispositivi iconici come il walkman, ma a modo suo ha contribuito a rendere popolare il concetto di informatica anche presso chi non aveva ancora avuto alcuna esperienza con i computer. Si tratta in effetti del primo dispositivo di questo tipo essere stato venduto in più di 1 milione di esemplari – una cifra che per l’epoca si poteva tranquillamente considerare un record.

Un computer per tutti

Uno dei motivi del suo successo di massa del Vic-20 risiede esattamaente nel fatto che i progettisti l’hanno ideato con lo scopo di farlo entrare nelle case del maggior numero possibile di persone. Ai tempi non era una decisione scontata da prendere: i computer erano dispositivi complessi da utilizzare e padroneggiare, e il loro costo – unito alla difficoltà d’uso – li rendeva decisamente poco appetibili a chi non ne fosse appassionato o non fosse costretto a utilizzarli per lavoro o necessità. Il successo riscosso dalla macchina portò l’azienda a rilasciare un dispositivo più costoso ma sulla medesima scia che incontrò una fortuna ancora maggiore: il Commodore 64, venduto in più di 15 milioni di unità.

Il revival nel 2020

Una edizione riammodernata e al passo coi tempi del Commodore Vic-20 è stata messa in commercio l’anno scorso proprio in concomitanza con…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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