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Draghi: “Risposte all’altezza della situazione”. E il suo “whatever it takes” funziona anche per l’Italia digitale?

Il metodo Draghi del “tutto ciò che è necessario” verrebbe applicato, qualora dovesse diventare premier, anche per accelerare la trasformazione digitale dell’Italia puntando su: Sanità digitale, fibra ottica, 5G, cloud, green economy, Pa digitale, istruzione e ricerca? I settori chiave del Recovery Plan.

Mario Draghi è il premier incaricato per la formazione del nuovo governo. Ha accettato l’incarico dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e “scioglierò la riserva al termine delle consultazioni”, ha detto l’ex presidente della BCE.

Le sfide di Draghi: “Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, rilanciare il Paese“

Di seguito l’intervento di Mario Draghi al termine del colloquio con il capo dello Stato.

“È un momento difficile. Il Presidente ha ricordato la drammatica crisi sanitaria, con i suoi gravi effetti sulla vita delle persone, sull’economia, sulla società.

La consapevolezza dell’emergenza richiede risposte all’altezza della situazione. Ed è con questa speranza e con questo impegno che rispondo positivamente all’appello del Presidente della Repubblica.

Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani dei cittadini, rilanciare il Paese, sono le sfide che ci confrontano.Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell’Unione Europea, abbiamo l’opportunità di fare molto per il nostro Paese, con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni e al rafforzamento della coesione sociale.

Con grande rispetto mi rivolgerò innanzitutto al Parlamento, espressione della volontà popolare. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e, con essa, la capacità di dare una risposta responsabile e positiva all’appello del Presidente della Repubblica”.

Dopo aver salvato l’euro, Super Mario userà al meglio i fondi del NextGenerationEU?

Draghi, dopo aver salvato l’euro, riuscirà anche ad affrontare e sconfiggere la pandemia e a mettere a punto un formidabile Recovery plan per ricevere tutti i fondi, oltre 200 miliardi, previsti dalla Commissione europea all’Italia attraverso il Next Generation EU per rendere il nostro Paese più resiliente alle pandemie e più digitale, più green e più innovativo? 

Questa è la domanda che si fanno ora gli italiani.

Come affrontare le emergenze: sanitaria, sociale, economica, finanziaria?

Se l’ex presidente della Banca Centrale Europea dovesse riuscire a formare un nuovo governo, di “di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica”, ha indicato ieri sera Sergio Mattarella, con la fiducia del Parlamento e quindi con il vento in poppa, in che modo andrebbe a fronteggiare le gravi emergenze che il Paese sta affrontando: sanitaria, sociale, economica, finanziaria?

Il “whatever it takes” funziona anche in politica?

Il “whatever it takes” funziona anche in politica? Il riferimento è alla celebra frase del discorso tenuto a Londra, a luglio 2012, da Mario Draghi, allora presidente della BCE, per dire, a tutti – mercati compresi – durante la crisi dell’eurozona, che durante il suo mandato “la Bce preserverà l’euro, costi quel che costi” (whatever it takes), che può essere inteso anche “farà tutto ciò che è necessario”. E poi ha aggiunto: “E, credetemi, sarà abbastanza”.

Il metodo Draghi del “tutto ciò che è necessario” anche per digitalizzare l’Italia?

Il metodo Draghi del “tutto ciò che è necessario” verrebbe applicato, qualora dovesse diventare premier, per esempio, per accelerare la trasformazione digitale dell’Italia puntando sulla Sanità davvero digitale, la telemedicina, la fibra ottica, il 5G, il cloud computing, la rivoluzione verde e la transizione ecologica, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, l’istruzione e la ricerca?  Questi sono i settori chiave in cui sarà possibile investire i fondi inseriti dal Governo Conte bis nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) il 12 gennaio scorso.

Il discorso di Draghi nel 2020 sulla digitalizzazione: “È divenuta necessità”

Alcuni indizi sulle eventuali politiche di un governo Draghi su digitale, istruzione e ricerca li troviamo nel discorso di Mario Draghi al Meeting di Rimini 2020, dedicato alla ripartenza economica e sociale dell’Italia e dell’Europa. Draghi in quell’occasione tra le leve fondamentali per costruire il futuro ha indicato: l’istruzione e la formazione delle nuove competenze per i giovani, innovazione, ricerca e digitalizzazione.

“La digitalizzazione, imposta dal cambiamento delle nostre abitudini di lavoro, accelerata dalla pandemia, è destinata a rimanere una caratteristica permanente delle nostre società. È divenuta necessità”, ha detto l’anno scorso l’ex presidente della Banca centrale europea. 

“Il debito ‘buono’ sarà sostenibile se investito nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione e nella ricerca”

In quell’occasione Mario Draghi ha introdotto il termine di debito “buono” per indicare la sostenibilità degli investimenti per fini produttivi, come nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione, nella ricerca e altri impieghi. 

Testualmente l’ex presidente della Bce ha detto: “La ricostruzione di questo quadro in cui gli obiettivi di lungo periodo sono intimamente connessi con quelli di breve è essenziale per ridare certezza a famiglie e imprese, ma sarà inevitabilmente accompagnata da stock di debito destinati a rimanere elevati a lungo. Questo debito, sottoscritto, comprato, da Paesi, istituzioni, mercati e risparmiatori. E questo debito sarà sostenibile, continuerà cioè a essere sottoscritto in futuro, se utilizzato a fini produttivi. Ad esempio investimenti nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione, nella ricerca e altri impieghi. Sarà considerato ‘debito buono’.

Qualificazione professionale per i giovani, non solo sussidi

È fondamentale “dare di più ai giovani”. Questo è il vero messaggio lanciato all’allora dall’ex governatore di Bankitalia. 

Ma in che modo? Draghi boccia i sussidi a pioggia, “perché finiranno” e ha indicato nella qualificazione professionale la scelta politica migliore per garantire un futuro all’Italia. Con lui finiranno reddito di cittadinanza e gli altri bonus e ristori erogati dallo Stato?

Come dare di più ai giovani?

“Ai giovani bisogna però dare di più: i sussidi finiranno e se non si è fatto niente resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri”, ha detto Mario Draghi durante il convegno.

“Investire nella preparazione dei giovani per disegnare il futuro”

“Dobbiamo essere vicini ai giovani investendo nella loro preparazione. Solo allora, con la buona coscienza di chi assolve al proprio compito, potremo ricordare ai più giovani che il miglior modo per ritrovare la direzione del presente è disegnare il tuo futuro”, ha concluso Mario Draghi al Meeting di Rimini 2020. Oggi, febbraio 2021, tocca a lui.

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Articolo Originale di Luigi Garofalo, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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