Food & Wine

Doc e Docg: sbloccate le misure di accesso al credito con il pegno rotativo

SOSTEGNO ALLA FILIERA

Pubblicate in Gazzetta le norme – attese da tempo dagli operatori – che stabiliscono un rigido protocollo di identificazione per i prodotti agricoli e alimentari forniti come garanzia per un prestito

di Silvia Marzialetti

(Antonio Gravante – stock.adobe.com)

Pubblicate in Gazzetta le norme – attese da tempo dagli operatori – che stabiliscono un rigido protocollo di identificazione per i prodotti agricoli e alimentari forniti come garanzia per un prestito

2′ di lettura

Vini, formaggi e salumi di altà qualità utilizzati a garanzia di un prestito. La pubblicazione in Gazzetta (la 215 del 29 agosto) del decreto delle Politiche agricole del 23 luglio, sblocca le misure di accesso al credito previste dal Cura Italia (articolo 78) a sostegno della filiera agroalimentare. Lo strumento utilizzato è quello del pegno rotativo sui prodotti agricoli e alimentari a denominazione di origine: una forma di garanzia già nota al comparto delle eccellenze agroalimentari (in particolare formaggi e prosciutti) e che il Cura Italia ha allargato anche ai prodotti vitivinicoli e alle bevande spiritose Doc e Docg (anche se dal ministero delle Politiche agricole precisano che dal decreto sono esclusi i cosiddetti prodotti “atti a divenire”). L’obiettivo è fornire un sostegno alle imprese colpite dal crollo dei consumi in bar e ristoranti, nei mesi del lockdown.

“Questo tesoro diffuso lungo tutta la Penisola – commentano dalla Coldiretti – è particolarmente apprezzato a livello internazionale e fa gola anche alle banche interessate ad investire nella qualità e nel valore del Made in Italy”. Le norme – attese da tempo dagli operatori, provati dalla crisi degli ultimi mesi – sottopongono a un protocollo di identificazione i prodotti alimentari, che potranno essere forniti in pegno a decorrere dal giorno della collocazione nei locali di produzione, di stagionatura o di immagazzinamento.

A quali prodotti si applica e come funziona

Si tratta infatti di prodotti caratterizzati da un lungo ciclo produttivo (invecchiamento nel caso dei vini, stagionatura per i formaggi, affinamento nel caso dei salumi) e per i quali si rende necessaria una rigorosa schedatura. Il cuore di tutte le operazioni è il registro, in cui il creditore dovrà annotare le caratteristiche del bene, secondo un dettagliato fac simile pubblicato in allegato al provvedimento e sotto la supervisione di un notaio. Nel caso di vino e olio – prodotti sottoposti all’obbligo di registrazione nel Sian – il debitore potrà procedere alla registrazione delle caratteristiche tecniche direttamente nel registro telematico, che dovrà essere sempre visibile al creditore in sede contrattuale. L’elenco delle caratteristiche con obbligo di indicazione – che potrà essere aggiornato con decreto del capo Dipartimento dell’Ispettorato centrale qualità e repressione frodi (Icqrf) – è ampio: dalla tipologia al quantitativo da utilizzare quale pegno, dall’indicazione del recipiente (silos, botte o altro) in cui il prodotto sfuso e’ stoccato, al lotto. Dovrà essere indicato e comunicato all’Istituto di credito anche ogni spostamento di prodotto.

Lo strumento del pegno utilizzato è definito non possessorio (il prodotto resta nella disponibilità del soggetto che, pertanto, può continuare a utilizzarlo) e rotativo: si realizza attraverso la sostituzione dei prodotti, fermo restando il rispetto dei requisiti previsti dal decreto. Questo significa che le garanzie del credito potranno essere trasferite in capo a nuove partite di prodotto, liberando quelle fornite precedentemente.


Articolo di di Silvia Marzialetti pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


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