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dipendenti in sede solo 3 giorni

Anche per Google il futuro del lavoro è smart. Il colosso dei motori di ricerca aveva già adottato la modalità di lavoro agile per la totalità dei suoi dipendenti come reazione allo scoppio della pandemia di coronavirus, adeguandosi a quanto fatto anche da altre multinazionali del settore e non solo. In questi giorni però l’azienda ha comunicato che parte delle novità abbracciate in questi mesi costituiranno la base per l’intero approccio al lavoro che il gruppo avrà anche dopo la pandemia: in sostanza l’azienda prevede di concedere alla maggior parte dei dipendenti di lavorare in modalità smart per 3 giorni su 5 ogni settimana, mentre per 1 dipendente su 5 ci sarà la possibilità di svincolarsi per sempre dal posto di lavoro.

La settimana ibrida

La decisione era stata inizialmente comunicata ai dipendenti dal numero uno dell’azienda, Sundar Pichai, tramite una comunicazione interna. Nelle scorse ore però il messaggio è diventato un post sul blog aziendale nel quale viene descritta la nuova filosofia adottata da Google sul tema mai così caldo dello smart working. Tra le intenzioni di Google c’è quella di istituire per sempre un modello di settimana ibrida, nella quale i dipendenti si trovano a lavorare per 3 giorni in ufficio e per 2 da ovunque si trovino più a proprio agio – a casa, in uno studio privato o rimanendo comunque in sede.

I dipendenti coinvolti

Pichai ha calcolato che la percentuale di dipendenti che potrà usufruire di questo cambio di rotta sia di circa il 60 percento, mentre i giorni di permanenza saranno decisi in base a due criteri: da una parte le preferenze dei lavoratori e dall’altra le esigenze dei responsabili che dovranno coordinare il lavoro dei loro team. A seconda dei ruoli assunti all’interno della società, un altro 20 percento di dipendenti potrà decidere di lavorare esclusivamente in modalità remota – scegliendo da dove…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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