Comunicazione Aziendale

Digitalizzazione – Il Giornale delle PMI

Il Politecnico di Milano ha ricalcolato l’indice DESI a livello regionale, ne è emerso che la miglior performance generale è ottenuta dalla Lombardia (con un punteggio di 72 su 100), al secondo posto si trova il Lazio (71,5 su 100), mentre l’ultima in classifica è la Calabria (18,8 su 100). Delle 11 regioni sopra alla media italiana 8 sono del Nord (Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano) e 3 del centro (Lazio, Toscana e Umbria). Al di sotto della media italiana troviamo tutte le altre regioni e in particolare le ultime (sotto i 45 punti) sono tutte regioni del Mezzogiorno. Emerge pertanto un gap tra Nord e Sud del paese.

La Lombardiaregione più digitale d’Italia, primeggia per capitale umano (tra gli altri indicatori, ha la quota più alta di popolazione tra i 16 e i 74 anni con competenze digitali al di sopra del livello base) e uso di internet (servizi bancari e e-commerce sia per acquistare che vendere, in primis). Si colloca, inoltre, al secondo posto (dopo la Provincia Autonoma di Trento) per quanto riguarda i servizi digitali (miglior regione per disponibilità di open data).

Il Lazioal secondo posto nella classifica generale, si mette in luce positivamente per il livello di connettività migliore d’Italia, in particolare la regione eccelle per copertura e utilizzo della banda larga: il 48% delle famiglie è coperto dalla banda larga veloce (almeno 30 Mbps) e il 20% usa la banda larga ultraveloce (almeno 100 Mbps). Il Lazio è molto ben posizionato nel ranking italiano anche nell’area del capitale umano: il 7% della popolazione e il 5% delle donne è impiegato in settori tech e knowledge-intensive (rispettivamente 3,7% e 4,2% per l’Italia) e il 26% della popolazione è laureato (contro una media italiana del 19,6%).

Anche la Banca d’Italia ha recentemente messo a disposizione un equivalente regionale dell’indicatore DESI, proponendo un confronto con la media europea. La Lombardia, che si conferma la regione italiana con il maggior livello di digitalizzazione, nel confronto con la media europea, evidenzia risultati migliori nell’indicatore di connettività, ma carenze nei profili legati alle competenze digitali della popolazione e all’utilizzo delle tecnologie informatiche da parte delle imprese. Anche il livello di digitalizzazione del Lazio viene riconfermato da Banca d’Italia come superiore alla media nazionale e ottiene risultati nettamente superiori alla media europea in termini di connettività.

Secondo il Censimento permanente delle imprese condotto dall’Istat, Lazio e Lombardia, in testa alle classifiche fin qui presentate, sono anche i territori che hanno registrato la quota più alta di imprese sopra i 10 addetti che ha effettuato nel triennio precedente investimenti in tecnologie digitali. Anche altri territori hanno investito più della media nazionale, come Emilia-Romagna, Veneto, Calabria e Trentino Alto-Adige.

Da una indagine interna, condotta sui gestori imprese di Intesa Sanpaolo tra giugno e luglio 2021, emerge come la digitalizzazione sia al primo posto tra le intenzioni di investimento delle imprese clienti in tutti i territori nel corso del 2021. In tutti i territori più di un’impresa su 10 effettuerà nel corso del 2021 investimenti in digitalizzazione. Anche le regioni del Mezzogiorno sembrano avere compreso l’importanza della digitalizzazione, forse anche per effetto della pandemia, e sono attese effettuare investimenti in questo senso. Spiccano per attesa di investimenti digitali in particolare la Basilicata, la Calabria e la Campania. Le imprese Medio-Grandi sono attese agire più intensamente rispetto alle imprese di minori dimensioni.

Formazione del capitale umano e trasferimento tecnologico nelle imprese sono le due chiavi per favorire l’accelerazione degli investimenti nel digitale. Per sostenere le imprese italiane nel percorso verso la digitalizzazione sono stati creati gli Innovation Hub[2] e i Competence Center[3]. Sul territorio nazionale sono presenti 8 Competence Center di cui uno sul territorio lombardo e uno nel Lazio.

Milano si trova MADE, centro di competenze tecniche e manageriali che supporta le imprese manifatturiere, soprattutto PMI, informando e mostrando le tecnologie Industria 4.0, spiegando le stesse attraverso attività di formazione ad-hoc per arrivare a trasferire e implementare attraverso progetti le soluzioni tecnologiche. Le aziende si possono rivolgere a MADE per avviare processi di innovazione tecnologica e di trasformazione digitale. I partner di Made sono 4 università (Politecnico di Milano e le 3 Università degli Studi di Bergamo, di Brescia e di Pavia), 40 imprese [4], 1 ente pubblico (Inail). MADE ha recentemente realizzato una Fabbrica Digitale Sostenibile.

Roma si trova Cyber 4.0 di cui fanno parte 37 soggetti privati, tra grandi, medie e piccole aziende, sia fruitrici sia fornitrici di tecnologie, che comprendono anche tre fondazioni di ricerca (fondazione Fornit, la Arnaldi, che è partecipata dall’Agenzia Spaziale Italiana e da Servizi Formazione Confindustria), 7 università (Università La Sapienza, Università Tor Vergata, Università Roma 3, LUISS, Università degli Studi della Tuscia, Università degli Studi di Cassino e del Lazio, Università degli Studi dell’Aquila) e 3 enti pubblici (CNR, INAIL, ISS-Istituto Superiore della Sanità). Il focus di questo Competence Center è la cybersecurity che si concentra in tre filoni specifici: la sicurezza delle comunicazioni satellitari, quella dei nuovi veicoli ad alto controllo elettronico che prevedono flussi di dati sensibili e la sicurezza della e-health e della Medicina Elettronica.


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