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Digitale e nuovi strumenti per le Pmi

In Italia, le Piccole medie imprese, rappresentano la struttura portante dell’economia nazionale ovvero l’80% della forza lavoro operante sul territorio. Le imprese che occupano meno di 10 persone e che si concentrano nel settore terziario sono oltre il 90% delle PMI italiane .

La problematica sanitaria che sta colpendo tutto il mondo, il Covid 19, sta accelerando il cambiamento da un punto di vista economico mettendo in crisi le PMI che rappresentano le principali interpreti della realtà economica italiana.

Lo scenario

Secondo una ricerca condotta da Mickinsey su oltre 2200 PMI in 5 nazioni (Francia, Spagna, Italia, Germania e Gran Bretagna) ha rilevato che il 70 % delle aziende interpellate ha subito un calo delle vendite. Le aziende sono preoccupate di dover dichiarare fallimento o di licenziare i dipendenti e quindi, le medesime devono accelerare il processo di digitalizzazione.

Un dato significativo lo rileviamo dall’indicatore del commercio elettronico nel mondo.

Nel periodo tra aprile e giugno 2020 abbiamo avuto non solo un aumento del traffico digitale ma anche un aumento dei tassi di conversione del 35% maggiore dell’anno precedente. Durante le festività abbiamo gli stessi aumenti del traffico ma minore tasso di conversione, questo significa che c’è un cambiamento delle abitudini degli acquirenti.

I consumatori aumentano sempre più l’uso del canale digitale, acquistando anche prodotti e servizi diversi dai precedenti e si denota un consolidamento dell’abitudine dell’acquirente ad acquistare on line.

Il digitale nelle Pmi

L’incidenza dell’investimento in digitale è ancora molto limitato nelle PMI in Italia, questo è dovuto ai timori di ritorni poco certi, dei costi elevati e della mancanza di competenze in materia digitale.

Tuttavia, anche una piccola azienda può sfruttare il mondo dell’on line per far conoscere il proprio brand facendo delle scelte efficaci per il proprio target di riferimento avendo, prima di tutto, definito gli obiettivi che si intende raggiungere.

Le strategie in digital marketing sono molte, di seguito le principali. Le puoi anche imparare frequentando un corso di digital marketing in scuole come Digital Coach.

Prima di tutto è opportuno avere un sito web professionale, acquistando un hosting e creando dei contenuti da pubblicare al suo interno in grado di adattarsi graficamente in maniera automatica a qualsiasi device. Nel sito web per la creazione di contenuti editoriali è utile aprire un blog aziendale dove si possono approfondire le novità del settore, tutorial sui prodotti aziendali, recensioni o interviste ai proprietari.

Bisogna migliorare il posizionamento del sito tra i risultati sui motori di ricerca a livello organico. Gli utenti però non vanno solo su google a cercare prodotti o brand sempre più per trovare informazioni utilizzano i social media, gruppi e  forum.

L’utilità di avere dei social network

Per le imprese è importante avere una strategia social media efficace che contribuisce a creare la brand reputation e ad influenzare le scelte di acquisto dei consumatori.

Per farlo, bisogna impostare un piano editoriale ovvero i contenuti devono essere annotati nel calendario così da poter seguire gli obiettivi prefissati per la propria azienda.

La comunicazione deve essere strutturata per avere dei risultati, altrimenti si sprecano tempo e risorse.

La scelta migliore sarebbe avere un piano editoriale per ogni social (concentrandosi su quelli adatti alla propria azienda ed escludendo quelli non utili al fine dell’azienda stessa) perché le piattaforme hanno caratteristiche, funzionalità ed obiettivi diversi.

Per coinvolgere l’utente, bombardato ogni giorno da miliardi di post e stories bisogna offrire contenuti di qualità: si può comunicare attraverso copy persuasivi, immagini, video, infografiche e link. Non c’è più spazio per una pubblicazione improvvisata. 

Ecco alcune delle cose importanti da tenere a mente durante la messa a punto del piano editoriale:

Annotare le date importanti non solo quelle aziendali ma anche le festività e sfruttare  le challenge in tendenza.Avere una programmazione costante, per esempio ogni 2 giorni o 1 volta alla settimana. Quindi, se si ha poco tempo, non costringersi nel fare un piano fitto che si sa già in partenza di non poter rispettare.cercare l’interazione diretta con i followersI social sono un canale di interazione ovvero dove si ricerca dialogo e bisogna sfruttarli non solo per il marketing. Sono utili per raccontare la nascita di un brand, mostrare storie reali e contenuti degli utenti.

Le persone vogliono essere coinvolte e provare emozioni così si fidelizzano al brand.

La narrazione attiva alcune parti del cervello, i neuroni a specchio, che elaborano le storie raccontate e ci fanno rivivere le nostre esperienze personali: questo è lo storytelling. Per crearne uno vincente bisogna capire cosa si vuole comunicare altrimenti si rischia di vanificare gli sforzi. Avere chiari gli obiettivi e i valori che il brand vuole veicolare e non solo il prodotto in primo piano, potrebbe essere utile per esempio far raccontare il brand dai clienti.

Con i social si rende” virale il brand”  si raggiunge una massa di utenti molto vasta (rispetto magari ad una comunicazione fatta semplicemente con un proprio sito) e si porta il contenuto rapidamente in auge o nel dimenticatoio. Ma effettuando un monitoraggio critico dei risultati si può correggere il tiro se la strategia non è efficace ad ottenere interazione con gli utenti.

In poche parole, fare storytelling è raccontare la storia dell’azienda in maniera più personale per ottenere l’attenzione dell’utente. Il mantra è essere genuini e cristallini.

Gruppi di discussione sui canali social e loro utilizzo come servizio di customer care

In passato le persone cercavano domande e risposte con il call center ora cercano in rete nelle aree dedicate dei siti aziendali  (FAQ), usando live chat, messaggi pubblici o privati sui canali social. Questi nuovi strumenti hanno reso il tutto più veloce, economico e il brand ha più riscontri sulle vendite.

Ovviamente comporta per l’azienda un impegno: decidere il tono di voce dell’azienda, avere delle modalità standard di risposta e delle soluzioni in caso di crisi, un vero e proprio vademecun delle risposte.

Il cliente deluso dal prodotto si lamenta in maniera indiretta all’interno dei social, forum o blog quindi bisogna monitorare social e web utilizzando dei tool come social mention o google alert per poter risolvere prontamente la situazione di crisi senza venirne a conoscenza magari quando non è più possibile agire.

I consumatori indecisi su un prodotto diffidano ad acquistare se l’azienda non è attiva sui social, o risponde con tempi lunghi.

In caso di commenti negativi è importante per difendere la web reputation capire il problema che ha scaturito la recensione e trovare il modo per appianare il malumore.

Se non si sa ancora come risolvere la “crisi” magari frasi del tipo “la richiesta è stata inoltrata” o “la richiesta è in lavorazione” sono la scelta più saggia per non far aspettare il cliente. Inoltre non solo è importante la risposta nei casi negativi ma anche di commenti positivi con “ like/cuoricino” si può fidelizzare il follower.

Su twitter, per esempio, potrebbe essere efficace segnalare il problema con un # per monitorare e permettere agli utenti di trovare risposte da altre segnalazioni.

I gruppi a differenza delle pagine danno maggiore interazione dando vita a discussioni. Ogni volta che viene pubblicato un contenuto nel gruppo verrà inviata una notifica quindi i followers saranno sempre aggiornati, bisogna essere sempre trasparenti, chiari ed educati.

Ovviamente non basta più avere una pagina social con un piano editoriale ben cadenzato a livello organico ci vuole anche attività di sponsorizzazione.

L’algoritmo di Facebook favorisce i contenuti a pagamento che sono utili se si vuole raggiungere un determinato target per aumentare l’interazione, far crescere il proprio brand, far conoscere le promozioni e le novità del brand.

Però dopo aver catturato l’attenzione l’utente che entra in una pagina ben curata e con informazioni utili si fidelizzerà maggiormente rispetto ad un brand che non cura la propria pagina prodotto.

Un mix tra le due attività, organica e adv, è la scelta migliore: la spinta della pubblicità aiuterà a aumentare anche le visualizzazione a livello organico.

Strumenti di messaggistica

Uno strumento molto utile per le aziende è Telegram, dove si possono inviare e ricevere messaggi creando dei canali,gruppi, chat segrete e utilizzare i bot.

 Le caratteristiche principali di interesse per le aziende sono:

anonimato degli utenti ovvero chi si scrive al canale dell’azienda quest’ultima non può conoscere il nome,cognome o numero di telefono dell’utente appena registrato.la possibilità di creare e gestire canali e la possibilità di aggiornare in modo immediato i clienti su novità, promozioni o eventiI canali hanno un numero illimitato di iscritti e solo chi ha creato il canale può interagire inviando messaggi di vario tipo. Grazie ai bot è possibile generare interazione : rispondendo a survey,accedere a siti esterni cliccando su determinati pulsanti.

Chi si iscrive può visualizzare tutti i messaggi precedentemente inviati salvo quelli eliminati che non sono più visibili per nessuno. L’amministratore può aggiungere fino a 200 membri, può rimuovere dei membri e modificare le impostazioni del profilo (nome, foto e il link).

I canali possono essere pubblici o privati e quindi accedervi solo in seguito di un invito.

I gruppi sono chat collettive e vi possono partecipare fino a 200 utenti altrimenti si deve attivare il supergruppo fino a 100.000 utenti e anche questi possono essere pubblici o privati.

Le aziende che hanno una forza vendita possono usare telegram per allineare il team sui prodotti da promuovere , obiettivi da raggiungere, strumenti da utilizzare. Con la creazione di un canale telegram a cui far iscrivere tutti i venditori veicolando i contenuti come testi immagini,video pdf,file audio, link esterni.

Un’azienda potrebbe creare un canale per inviare ad un target specifico automaticamente gli aggiornamenti del sito web,del blog, webinar, e book.

Un’azienda potrebbe anche creare un canale per promuovere i prodotti,offerte, possono essere inoltrati coupon,offerte flash e mantenere la community condividendo informazioni di qualsiasi tipo, sempre in relazioni agli obiettivi aziendali prefissati.

Whatsapp business è sempre un app di messaggistica gratuita scaricabile dall’app store di google play o di apple. L’icona è la medesima di whatsapp ma con una lettera b all’interno  della nuvoletta bianca. Ha delle feature aggiuntive per le pmi che intendono comunicare con i clienti. Il numero da associare può essere solo uno ed è importante che sia utilizzato solo a scopo aziendale. Per mettersi in contatto, come per whatsapp, basta salvare il numero in rubrica.

Si possono impostare dei messaggi automatici di risposta e creando un profilo dell’attività si possono inserire immagini di profilo (logo) e tutti i dati aziendali. Salvare delle risposte rapide, organizzare le chat con delle etichette. Novità importante è creare un catalogo di prodotti come una vetrina che permette di mostrare i prodotti direttamente dal profilo Aziendale. Ma attenzione non si possono inviare messaggi promozionali, rischio il ban.

Mark zuckerberg vorrebbe introdurre anche la possibilità di effettuare trasferimenti di denaro  tra i contatti o effettuare pagamenti direttamente dall’app.

In Brasile è stata implementata questa funzione su whatsapp ma dopo una settimana è stata bloccata dalla banca centrale motivando il fatto che devono fare verifiche sulla sicurezza e trasparenza delle transazioni.

L’uso di app per pagamenti come Satispay

Satispay è un app mobile per pagamenti e la funzione business consente agli esercenti, professionisti di accettare pagamenti dai clienti tramite smartphone e tablet senza pos.

Le commissioni sono a costo pari a zero per pagamenti inferiori a 10 euro oltre viene applicata una fee di  0,20 cent. Se hai un sito e commerce 0,50 cent per transazioni meno di 10 euro e 0,70 cent per quelle superiori.

Satispay si appoggia al conto corrente ed una volta configurato l’iban e il codice fiscale viene ricaricata ogni settimana automaticamente di un budget stabilito dall’utente. La cosa interessante è la possibilità di geolocalizzare le attività nelle vicinanze che utilizzano satispay e per pagare basterà cliccare sul nome del negozio e scrivere l’importo e autorizzare la transazione o scansionare il qrcode del negozio

Molto utile a livello di marketing è la funzione cashback ovvero i rimborsi in tempo reale agli utenti rimborsi da il 2 e il 30% e possono avvenire per il primo acquisto in negozio o di tipo incrementale, più si acquista nel negozio più c’è sconto, utile per fidelizzare il cliente.

Molte utile anche per il trasferimento di denaro tra privati, ricariche telefoniche, pagamento del bollo auto/moto, bollettini, pagamenti automatici ricorrenti, donazioni e pago PA.

Se si invita qualcuno ad utilizzare satispay si ottiene un bonus di 5 euro.

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Articolo Originale di Redazione Key4biz, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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