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Dai robot all’industria 4.0, cosa si studia nei laboratori 5G di Ericsson in Italia

Negli Innovation Garage a Genova, Pisa e Pagani si lavora anche allo sviluppo di progetti sulle reti, sulla telemedicina e sulla cybersecurity

Ericsson ha inaugurato dei nuovi laboratori tecnologici 5G, chiamati Innovation Garage, presso i suoi centri di ricerca e sviluppo di Genova, Pisa e Pagani (Salerno). Lo spirito del progetto è quello di “agevolare dipendenti, aziende, istituzioni, studenti, centri di ricerca e startup nelle attività di co-sviluppo e testing di soluzioni innovative, a supporto delle comunità locali“. Nel corso del 2020 sono già stati realizzati diversi progetti, prevalentemente in ambito sanitario, di assistenza sociale e industria 4.0.

I centri per l’innovazione

Il concetto di Innovation Garage ricorda molto quello degli spazi collaborativi aperti, dove più realtà si confrontano per risolvere temi digitali di diverso tipo mettendo in gioco competenze diverse. Sebbene i tre laboratori siano interconnessi, si caratterizzano per competenze tecnologiche specifiche: quello di Genova è specializzato in latenza delle reti 5G, Pisa in robotica e Pagani in cybersecurity.
“Oggi un’azienda per rimanere competitiva deve collaborare con i diversi attori dell’ecosistema in cui opera, facendo ricorso a idee, strumenti e competenze sia esterne che interne“, ha commentato Alessandro Pane, direttore ricerca e sviluppo di Ericsson in Italia: “Gli Innovation Garage sono luoghi di cross-fertilizzazione e sperimentazione, dove vige un approccio collaborativo e aperto all’innovazione“. Forse è parzialmente anche questo il segreto di una realtà che negli ultimi vent’anni in Italia ha sfornato oltre seicento brevetti, di cui quaranta solo nell’ultimo anno.
Innovation Garage di Genova

Un viaggio 5G per due

A Genova è situato il quartier generale italiano della ricerca e sviluppo di Ericsson. “Dove ci occupiamo dello sviluppo di prodotti e soluzioni legati alla fibra ottica e anche antenne e stazioni radio base“, ha spiegato Pane: “Ma ci occupiamo anche dell’orchestrazione delle reti, che ad esempio nei casi di down automatizza l’impiego delle risorse a disposizione“. In questo contesto l’Innovation Garage locale, in collaborazione con l’International Doctorate in Architecture and Urban Planning (Idaup) del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, ha dato vita a “5G VR CoDrive“.
Si tratta di un progetto che consente di essere condotti in viaggi virtuali, potendo vedere, muoversi e interagire come se si fosse realmente in presenza. In pratica un operatore fisico, per esempio su di un’auto, e un passeggero remoto rimangono in costante contatto, si vedono e parlano tra loro, grazie a un visore per la realtà virtuale e alla connessione 5G.
“Una videocamera 360°, collocata sul poggiatesta dell’auto guidata dal driver, riprende l’ambiente circostante e trasmettere in tempo reale le immagini al passeggero virtuale“, spiega Ericsson: “È una esperienza realmente immersiva perché le immagini, le voci e i suoni viaggiano sulla connessione 5G che fornisce una banda praticamente illimitata, senza ritardi e con una grandissima affidabilità“. Le ipotetiche applicazioni future potrebbero riguardare l’educazione aumentata a distanza, meeting virtuali con clienti, partecipazione ad eventi, viaggi turistici in posti remoti, visite a parenti e amici ovunque del mondo.

L’investimento in robotica

Sempre a Genova, Ericsson e l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), in seno al programma europeo 5G-Tours, stanno sviluppando un progetto per il controllo remoto del robot umanoide R1 dell’Iit. Grazie alla rete 5G, R1 può raccogliere in tempo reale una enorme quantità di dati sull’ambiente circostante, condizione necessaria per muoversi in modo autonomo e interagire con persone e oggetti anche negli ambienti indoor più complessi. In questo caso si parla di un impiego in ambito assistenziale, anche domestico, oppure di esplorazioni museali.

Il centro di Pisa

All’interno della Scuola Sant’Anna di Pisa, ed esattamente nel campus del Cnr, Ericsson si occupa di ricerca di base legata all’ottica e fotonica integrata. L’Innovation Garage in tal senso si occuperà di incrementare l’efficienza, in particolar modo i parametri di latenza. “Si sfruttano le collaborazione con il Cnit, abbiamo la camera bianca per la ricerca avanzata“, ha ricordato Pane. Da ricordare che il contributo dei ricercatori italiani è fondamentale per lo sviluppo dei portfolio di prodotti e servizi Ericsson. “Grazie ad avanzate competenze scientifiche e progettuali, in Italia nascono alcune delle soluzioni più innovative – sotto il profilo di compattezza, latenza, consumo“, sottolinea l’azienda, che opera sul territorio italiano dal 1918.
Innovation Garage di Pisa

Salute e protezione della privacy

A metà strada tra Napoli e Salerno, a Pagani c’è il centro Ericsson che si occupa dello sviluppo software per le centrali telefoniche. Per esempio uno dei principali campi di applicazione è quello della virtualizzazione dei nodi di comunicazione. Inoltre gli specialisti si occupano dei software di automatizzazione delle licenze di tutti gli apparati dislocati nel mondo. “Una volta l’abilitazione avveniva manualmente con un grande dispendio di risorse, adesso è tutto automatico“, ha ricordato Pane: “E infine vorrei ricordare l’impegno nella cybersecurity“.
L’Innovation Garage paganese ha sviluppato un sistema conforme al Gdpr basato su blockchain che tiene traccia dei dati personali e pubblici dell’utente in ambito sanitario, tutelando la privacy. Fondamentale la collaborazione di RiAtlas, startup dell’Università di Salerno specializzata nel monitoraggio dei pazienti da remoto tramite applicazioni che sfruttano il potenziale di intelligenza artificiale, internet-of-things, wearable e smartphone.
La sinergia ha permesso la creazione di una piattaforma dove gli utenti possono registrarsi per condividere i parametri biometrici e la propria posizione. Dati rilevati tramite smartwatch e registrati in forma anonima nella blockchain tramite connettività 5G, garantendo massima sicurezza e privacy. “La raccolta di informazioni su posizione, temperatura corporea e saturazione dell’ossigeno, ad esempio, può velocizzare l’accesso a edifici o aree controllate (come uffici, stazioni, pubblici esercizi)“, ha concluso Ericsson.

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Articolo Originale di Dario d’Elia, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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