Salute e Benessere

Da Cagliari a Udine: ecco le città più resilienti al Covid che possono partire prima

lo studio

Un report Ernst&Young confronta i dati sul contagio con quelli economici e sociali e colloca in prima posizione sei centri urbani del Sud e altrettanti del Centro Nord

di Donata Marrazzo

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(AFP)

Un report Ernst&Young confronta i dati sul contagio con quelli economici e sociali e colloca in prima posizione sei centri urbani del Sud e altrettanti del Centro Nord

4′ di lettura

La fase 2 della pandemia ribalta l’Italia e disegna una nuova mappa degli 8mila comuni italiani. Il Paese riparte a quattro velocità: facile, lenta, frenata, critica. Ernst&Young analizza e confronta i dati sul contagio con quelli economici e sociali delle smart city italiane e colloca in prima posizione, quella della “ripartenza facile”, sei centri urbani del Sud Italia (Cagliari, Bari, Lecce, Cosenza, Potenza, Sassari) e altrettanti del Centro Nord (Siena, Pisa, Udine, Pordenone).

La penetrazione dei contagi nelle città
«Il COVID-19 non ha colpito in egual misura tutti i territori e la penetrazione dei contagi in rapporto alla popolazione è molto diversa da città a città, anche all’interno della stessa regione. Le condizioni per la riapertura dipendono da fattori sanitari, economici e sociali», si legge nel report dell’organizzazione. Punto di partenza della ricerca il numero dei contagiati ogni 10mila abitanti. Alto per città come Cremona (151 contagiati) Lodi (118) e Piacenza (117) e altre realtà del Nord. Più contenuto invece al Sud, comprese Sicilia e Sardegna.

Lo Smart City Index di EY
Per la ripartenza, quello che conta è il livello di resilienza del tessuto urbano: lo Smart City Index di EY , che determina la ripresa delle attività, tiene conto dei fattori sanitari, ma anche di quelli economici e sociali del territorio. Solo i centri con infrastrutture e tecnologie avanzate possono procedere verso il “new normal”. Il 20% delle città italiane affronterà la nuova fase con difficoltà. L’indice di resilienza più alto, 80,84 punti, è stato assegnato a Cagliari. Un punteggio raggiunto per l’efficiente sistema di trasporto pubblico integrato dai servizi di sharing mobility e fortemente digitalizzato e ad una rete di sensori collegati a una centrale di controllo urbano molto avanzata.

Massa, «Ripensare le città, meno sovrastrutturate»
«Con il sindaco e tutta l’amministrazione stiamo valutando un piano appropriato – spiega Gianni Massa, ingegnere e architetto di origine sarda, vice presidente vicario del Consiglio nazionale degli ingegneri – partendo dagli spazi all’aperto di cui Cagliari gode in abbondanza e dunque, prevedendo azioni per parchi, spiagge, attività commerciali e ristoranti, a cominciare dalla cancellazione della tassa per l’occupazione del suolo pubblico». Ma la visione di Massa si allarga a tutto il territorio nazionale: «È necessario ragionare davvero in termini di smart city e di diffusione digitale, allontanandoci da quel pensiero e quell’approccio novecentesco che ancor ci pervade. Abbiamo bisogno dei giovani, hanno uno sguardo sul mondo rapido nel concepire soluzioni come nello smontarle, diversamente da quanto accade nella nostra realtà tanto sovrastrutturata. Allo stesso modo – conclude l’ingegnere – dovremmo ripensare le strutture urbane, magari prendendo a modello borghi e centri storici del Sud Italia dove, se rigenerati, spazi aperti e ambiente consentono di migliorare la qualità della vita».

Calabria, ripartenza facile per Cosenza, lenta per le altre città
Pronta a partire per la Fase 2 anche Cosenza, con un indice di resilienza di 55,83, «e questo si deve, innanzitutto al comportamento esemplare dei cittadini, che hanno rispettato con rigore le misure del Governo – sottolinea il sindaco della città calabrese Mario Occhiuto – ma anche alle azioni dell’amministrazione che da subito, ad esempio, ha aperto il Centro operativo comunale per l’assistenza alle persone in difficoltà, cancellato manifestazioni storiche per evitare gli assembramenti, chiuso i centri anziani e sanificato la città. Attraverso le ordinanze abbiamo ottenuto più posti letto per l’ospedale dell’Annunziata e la riconversione di strutture ospedaliere del territorio in reparti Covid». Molto forte le rete cittadina della associazioni di volontariato a sostegno delle famiglie in difficoltà.
Ripartenza lenta, invece, per i principali centri urbani della Calabria come Catanzaro, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone. Nello stesso cluster figurano altre 40 città tra cui Roma, Napoli, Palermo, Messina, Salerno. Si tratta di territori in cui nonostante il basso livello di contagio, la fase 2 non sarà rapida «perché le loro infrastrutture di mobilità e comunicazione non consentono grandi prestazioni».


Articolo di di Donata Marrazzo pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


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