Digital News

Coronavirus, boom di phishing, ecco come difendersi dalle truffe via mail


effetto coronavirus

Mai come oggi usare uno smartphone o un computer è un salto agli ostacoli, con rischi che vanno al furto di password ad attentati al conto corrente

di Alessandro Longo(AdobeStock)

Mai come oggi usare uno smartphone o un computer è un salto agli ostacoli, con rischi che vanno al furto di password ad attentati al conto corrente

4′ di letturaIl coronavirus sta facendo salire il nostro livello di pericolo personale anche quando siamo in casa. È diventato infatti opportunità per tante truffe che sfruttano i canali digitali e telematici. Mai come adesso usare un cellulare o un computer è un salto agli ostacoli, con rischi che vanno al furto di password e dati personali ad attentati al nostro conto corrente. Boom di phishing: ecco perché Non solo ci sono sempre più truffe online (phishing) a tema coronavirus, come molti avranno notato aprendo la propria e-mail. Ma sono anche aumentate le truffe in genere, in senso assoluto, come riportato qualche giorno fa dall’Europol: c’è un crescendo, da fine febbraio a oggi.Loading…Non deve stupire: “i cyber criminali, da bravi sciacalli, cercano sempre di sfruttare i nostri momenti di debolezza per coglierci con le difese abbassate”, dice Alessio Pennasilico, esperto informatico del Clusit (associazione della sicurezza informatica italiana). E adesso di momenti di debolezza ne abbiamo tanti; tutti noi.Se prima potevano sfruttare solo la nostra brama di soldi facili (vedi l’ormai mitica truffa “nigeriana” e simili, con fantomatiche eredità da riscuotere) o di sesso (mail di pseudo donne ucraine in cerca di protezione) adesso c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Le ansie per la salute sono sfruttate da mail che promettono informazioni sul coronavirus. Quelle economiche, pure connesse alla crisi del momento, con messaggi truffa basati su incentivi economici del governo o altri sussidi.I consigli base per difendersi: la prevenzione La prima cosa da sapere quindi è che i contenuti delle comunicazioni truffa possono variare, di giorno in giorno. E ormai arrivare da molti canali: non solo più mail, ma anche whatsapp, sms. Ci sono però tre aspetti in comune a tutti questi attacchi. Primo: riguardano qualcosa a cui potenzialmente teniamo molto. Secondo: ci chiedono di fare qualcosa attivamente, da aprire un allegato a cliccare su un link. Non si limitano insomma a darci informazioni statiche nel corpo della mail. Istituzioni, banche, portali di e-commerce non ci chiederanno mai di fare qualcosa direttamente nella mail (evitano proprio perché sanno che questa è tecnica usata dai truffatori). Al massimo, se hanno bisogno di una interazione da parte nostra (per verificare i ritardi di un pacco, ad esempio), ci dicono di entrare per conto nostro nella nostra area riservata del sito. Certo non ci chiedono dati personali, credenziali o di confermarle.Terzo: è una mail che arriva inattesa. Non importa se il mittente sembra noto (un amico, un’azienda) o ufficiale (un’istituzione, una banca).leggi articolo completocliccando qui


Articolo Originale di di Alessandro Longo, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

Show More
Back to top button