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Controlli antifrode, più attenzione all’ecommerce durante il lockdown

sicurezza alimentare

Eseguiti oltre 29mila controlli, particolare attenzione a vino (tra i più sanzionati con 286 provvedimenti) e prodotti a denominazione registrata (125 ordinanze)

di Giorgio dell’Orefice

Le cantine vitivinicole sono state tra le più sottoposte ai controlli antifrode durante l’emergenza Covid

Eseguiti oltre 29mila controlli, particolare attenzione a vino (tra i più sanzionati con 286 provvedimenti) e prodotti a denominazione registrata (125 ordinanze)

3′ di lettura

Nel corso dell’emergenza Covid-19 la filiera agroalimentare italiana è rimasta aperta per garantire gli approvigionamenti alle famiglie italiane ma è rimasto pienamente in funzione anche il sistema dei controlli antifrode. Nei quattro mesi dell’emergenza sono stati infatti 29.169 controlli sulla filiera agroalimentare, di cui 3.285 ispezioni direttamente presso gli stabilimenti di produzione, con particolare attenzione ai prodotti di qualità Dop, Igp, biologico, settore oleario e vitivinicolo. I dati sono stati forniti dal ministero per le Politiche agricole.

Inoltre considerato che nel periodo del lockdown è molto cresciuto il commercio online «particolarmente intensa – spiegano al Mipaaf – è stata l’attività ispettiva sui canali eCommerce, come anche nei porti italiani, dove sono arrivati i prodotti agroalimentari, e nelle segnalazioni di speculazioni e pratiche sleali».

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È online sul sito del Mipaaf il report sull’attività dell’Ispettorato antifrode del Ministero dei primi quattro mesi di emergenza Covid-19. Oltre un terzo dei controlli sono stati svolti nell’area settentrionale del Paese, in particolare in Lombardia e Veneto, a garanzia delle maggiori e più consistenti produzioni Ig al mondo: il Grana padano, con oltre 5,2 milioni di forme e il “Sistema Prosecco”, con oltre 600 milioni di bottiglie prodotte (dati 2019). Le irregolarità riscontrate – spiegano al Mipaaf – sono state in linea con gli indici registrati prima dello stato emergenziale, a dimostrazione del fatto che non si è speculato in un momento di particolare difficolta per tutto il mondo.

«In questi quattro mesi – ha commentato la ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova – l’agroalimentare italiano ha continuato a garantire sicurezza, trasparenza e qualità dimostrando di essere uno dei settori strategici durante la pandemia di Covid-19. Gli uomini e le donne dell’Ispettorato repressione frodi (Icqrf) hanno continuato a vigilare per il bene della collettività e di quanti lavorano con impegno e sacrificio, contro le pratiche sleali e gli atteggiamenti speculativi che danneggiano le filiere sane. Le aziende, gli agricoltori, i braccianti agricoli con enorme senso di responsabilità non si sono mai fermati, neanche quando tutto il Paese era immobile, assicurando a tutti cibo sano e di eccellenza, tra enormi sacrifici e difficoltà».

Sotto la vigilanza dell’Ispettorato della tutela della qualità e repressione frodi, le filiere nazionali di qualità (quelle delle produzioni Dop e Igp) hanno infatti continuato le loro produzioni, facendo registrare, in questi quattro mesi: 3,3 milioni di cosce di prosciutto marchiate; 8 milioni di vaschette di prosciutto; 3,9 milioni di forme di formaggio marchiate e 13,7 milioni di kg di formaggio grattugiato; circa 2,6 milione di litri di olio DO/IG; circa 26 milioni di Aceto balsamico di Modena; 1,1 milioni di kg di riso, 7,7 milioni di kg di ortofrutta a DO/IG, 6,7 milioni di kg di Pasta.


questo articolo è stato scritto da di Giorgio dell’Orefice a questo indirizzo. e qui ripubblicato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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