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Contrasto alla povertà educativa, il bando da 20 milioni di euro

Le risorse saranno destinate per la realizzazione di progetti di interventi socio-educativi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, Lombardia e Veneto, a favore di minori di età compresa tra 0-6 anni, 5-14 anni e 11-17 anni che potranno durare dai 24 ai 48 mesi.

Finanza Agevolata è la rubrica a cura di Sercam Advisory dedicata agli aggiornamenti sui bandi pubblici (europei, nazionali, regionali) aperti o in prossima apertura. Per consultare tutti gli articoli clicca qui.

È stato pubblicato un bando di 20 milioni di euro per il contrasto alla povertà educativa grazie al Fondo per lo sviluppo e la coesione per le regioni del Mezzogiorno e per Lombardia e Veneto.

Le risorse saranno destinate per la realizzazione di progetti di interventi socio-educativi a favore di minori di età compresa tra 0-6 anni, 5-14 anni e 11-17 anni che potranno durare dai 24 ai 48 mesi. Destinati per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia 16 milioni di euro, i restanti 4 milioni per le due regioni del nord Italia individuate dal bando.

I progetti proposti dovranno essere realizzati in luoghi circoscritti caratterizzati da disagio socio-economico e difficoltà nell’accesso, adeguata fruizione o permanenza in percorsi educativi di minori, per motivi di contesto sociale, familiare e fragilità individuale.

Soggetti beneficiari

Potranno accedere al contributo partnership composte da un numero minimo di 3 soggetti. Il “soggetto proponente” della rete dovrà essere necessariamente un ente del terzo settore, che si occuperà di coordinare la rete per l’attuazione, il monitoraggio, la rendicontazione e il controllo del progetto.

È obbligatoria la presenza di almeno un altro ente del terzo settore. Possono partecipare anche in qualità di terzo o di ulteriore partner anche soggetti appartenenti al mondo della scuola, delle istituzioni, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dell’università, della ricerca e/o a quello delle imprese.

Gli enti del terzo settore dovranno essere costituiti da almeno due anni in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata e operare nello specifico settore di riferimento dell’Avviso. Nessun soggetto potrà gestire una quota superiore al 50% del costo del progetto.

Ogni soggetto proponente potrà presentare un’unica domanda, a esclusione degli enti pubblici che possono essere presenti in più reti. Titolo preferenziale, la presenza nella rete di enti responsabili dei servizi su cui si intende intervenire, come nel caso di servizi comunali, istituzioni scolastiche e universitarie, e la presenza di un altro ente del terzo settore esterno al territorio regionale.

Tipologia di interventi ammissibili

L’esecuzione di ciascun progetto dovrà avvenire all’interno di un territorio circoscritto spazialmente e riconducibile di norma a luoghi riferibili a un singolo ambito territoriale (ambito-distretto sociale) di una sola

Entità e forma dell’agevolazione

Per ciascuna proposta, potrà essere richiesto un contributo compreso fra i 250mila e i 500mila euro e non potrà essere superiore al 95% del costo complessivo ammissibile del progetto. Almeno il 5% del costo complessivo ammissibile del progetto sarà a carico dei soggetti della partnership.

Scadenza

La richiesta potrà essere inviata a partire dalle ore 12 del 12 novembre 2020 fino alle ore 12 del 12 gennaio 2021 attraverso il portale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.

Sarà necessario allegare la domanda di partecipazione (Allegato 1), l’atto di delega (Allegato 2) e la proposta progettuale (Allegato 3). Alla domanda di partecipazione dovranno essere inoltre allegati, a pena di esclusione, l’atto costitutivo (nella forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata), lo statuto autenticato del soggetto responsabile e gli ultimi due bilanci d’esercizio (o rendiconti finanziari) approvati del soggetto proponente (2018 e 2019).

All’interno dell’allegato 3 bisognerà obbligatoriamente compilare un cronoprogramma delle attività che saranno svolte nell’ambito del progetto con evidenza della pianificazione su base mensile (“Piano delle attività”).

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Articolo Originale di Sercam Advisory, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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