Formazione Aziendale

Comunicare NON significa vendere

comunicare non significa vendere

In un altro articolo di questo blog (clicca qui per leggerlo) abbiamo parlato di come la comunicazione e la diffusione siano fondamentali per ottenere risultati importanti per l’azienda.

Uno degli aspetti più critici della comunicazione aziendale è riuscire a separare nettamente la pubblicità dalla comunicazione.

Questa anomalia, peraltro presente in tutto il mondo, è particolarmente evidente nel mercato italiano, dove la confusione che molte aziende fanno su questo argomento è davvero grande.

In realtà, se ci pensiamo bene, il concetto è estremamente semplice, quasi banale: la pubblicità si fa per vendere qualcosa o proporre una offerta, la comunicazione serve per raccontare l’azienda e farla conoscere ai propri potenziali clienti.

Davvero, non è difficile: guarda questi esempi:

” offerta speciale, il nostro articolo XY con lo sconto del 30% per i primi 100 acquirenti”

 

È evidente che si tratta di una pubblicità, magari non particolarmente originale e nemmeno attrattiva, ma almeno sappiamo esattamente di cosa stiamo parlando.

In qualche modo è l’equivalente del volantino pubblicitario con le offerte del grande magazzino che vi trovate ogni settimana nella cassetta della posta, niente di più niente di meno.

Non sto dicendo se funziona o meno, sto solo dicendo che non stiamo parlando di comunicazione, ma stiamo solo facendo pubblicità.

Se invece vogliamo parlare di comunicazione, è evidente che un messaggio simile non abbia alcun tipo di valenza

Un esempio di comunicazione?

“Gentile cliente, abbiamo il piacere di comunicarle che da questo mese sarà attivo il numero Verde gratuito 123456 al quale potrà rivolgersi per qualsiasi domanda in merito al prodotto XY”

Oppure

“L’azienda XY nel 2017 aprirà un nuovo punto vendita a Roma, dove prevediamo l’assunzione di almeno tre figure professionali. Maggiori informazioni sulla nostra pagina Facebook”

Sono due esempi assolutamente banali ma che rendono chiaramente l’idea della netta differenza di approccio tra la pubblicità e la comunicazione: Mentre la prima è finalizzata unicamente a far comprare qualcosa a qualcuno, la seconda mette in primo piano l’utente finale rendendolo protagonista.

Nel secondo esempio, inoltre, c’è un primo accenno ad un utilizzo intelligente della comunicazione integrata e la sua diffusione, perché utilizzeremo i social network per dar voce al nostro comunicato che, sicuramente, avrà un grande successo perché sarà condiviso e diffuso dalle persone e non dall’azienda.

Saranno le persone a farvi pubblicità gratuita….. e senza nemmeno bisogno di chiederglielo!

Non solo, il successivo livello di integrazione è quello che riguarda la distribuzione su canali privilegiati, come gli uffici stampa dei quotidiani e delle testate editoriali, ma anche televisioni, radio e portali Web.

In questo caso specifico, il vostro ufficio stampa, se adeguatamente organizzato (Se non hai un ufficio stampa clicca qui), sarà in grado di diffondere in modo mirato la comunicazione facendo in modo che questa venga ripresa da una o più testate e rilanciata a sua volta su altri media, aumentando esponenzialmente la sua diffusione.

Immaginate poi di fare anche pubblicità in merito all’evento: i destinatari di tale pubblicità non se la vedranno recapitare al pari del volantino, ma avranno già letto di voi e della vostra comunicazione precedentemente e su vari media, con un impatto finale incredibilmente più efficace.

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