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come sapere se ci sono anche le tue

C’è letteralmente di tutto nell’ennesimo, enorme archivio trapelato online in questi giorni e contenente le informazioni personali di milioni di persone. Da combinazioni di email e nomi utente a fotografie e video privati; da credenziali di accesso ai servizi di home banking alle rubriche telefoniche: il colossale bottino è stato scoperto dai ricercatori di una azienda di sicurezza informatica ed è stato rastrellato da un malware ancora non identificato che negli ultimi anni ha infettato milioni di computer per spedire agli autori il loro contenuto.

I dati trafugati

Quel che rende diversa la pubblicazione di questi dati rispetto a numerosi casi precedenti è proprio la natura del materiale caricato online e messo a disposizione di chiunque; la fonte non è infatti una intrusione presso i server di un sito web di un’azienda o di una piattaforma social, bensì l’attività pluriennale di un malware pensato per diffondersi a macchia d’olio e attaccare singoli individui. Nell’archivio sono dunque finiti i file contenuti nei dispositivi colpiti: si parla di circa 600.000 documenti in formato Word e Pdf, e di altri 6 milioni di elementi, tra i quali non mancano immagini e altri contenuti multimediali. Da tutti questi file poi è stato compilato un archivio di nomi utente, email e altre informazioni personali utilizzati dai proprietari dei computer colpiti: i ricercatori hanno individuato 26 milioni di credenziali di accesso a siti web e altri servizi online e più di un milione di indirizzi email.

L’origine dell’archivio

La banca dati è stata compilata a partire dall’instancabile lavoro di un unico malware – un virus che ancora non è stato identificato ma che si ritiene sia stato spedito con successo all’interno di più di 3 milioni di computer. Qui il codice malevolo ha agito in incognito, individuando gli altri file presenti nella memoria dei computer delle vittime e…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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