Business & Management

Come relazionarsi con i manager coreani, qualche consiglio utile

1. L’Orgoglio per il proprio Paese

Nel 1963, dieci anni dopo la fine della guerra con il Nord, la Corea del Sud aveva un prodotto interno lordo pro capite di 11 dollari americani all’anno, era di fatto uno dei Paesi più poveri di tutto il pianeta. Il fatto che ad oggi sia la dodicesima potenza economica mondiale, ci può dare un’idea del turnaround spettacolare che l’economia coreana ha fatto in un solo ventennio e del livello di orgoglio che possano sentire i cittadini ed ancora di più i manager per quanto raggiunto in così poco tempo. In scala minore, e venti anni dopo, è esattamente quanto sta succedendo oggi in Cina e quindi l’orgoglio dei coreani è molto simile a quanto descritto nel precedente articolo su come interagire col management cinese.

Importante conseguenza di tutto questo è che i coreani sono molto sensibili alle critiche al loro Paese, che sono da evitare nella relazione con la controparte coreana, e anzi bisogna mostrare empatia per quanta strada hanno fatto in questi anni ed raggiungere un livello di prosperità economica simile al nostro.

2. Gerarchia e cultura militare

Con la storia bellica recentissima del paese non può sorprendere che la gerarchia sia un elemento fondamentale nella cultura manageriale coreana, ed in effetti il rispetto della gerarchia in Corea è fondamentale, ma in realtà le radici sono ancora più profonde. La società coreana è basata sul sistema gerarchico sociale del confucianesimo, nel quale qualsiasi individuo necessità di conoscere la sua esatta posizione rispetto alla controparte in ogni relazione, per potere sapere come comportarsi, dal tipo di rispetto da portare, al tipo di linguaggio da utilizzare. Anche nella mia multinazionale americana non finivo di stupirmi come i miei direttori di brand si rivolgessero all’Amministratore delegato chiamandolo direttamente col suo titolo (gentile Amministratore delegato) sia nelle mail che di persona.

Ma ancora più sorprendente è stato scoprire che anche nelle famiglie ci si rivolge alle persone con la propria posizione relativa (caro cugino più anziano di secondo grado) e anzi non rispettare questi codici di comunicazione e relazionandosi in modo più informale risulta essere segno di grande maleducazione.

In tutto questo complesso sistema sociale, bisogna poi innestare un secondo elemento di gerarchia assolutamente fondamentale in Corea: l’età. In Corea l’età è importantissima: anche questa viene dal confucianesimo dove il rispetto per gli anziani è tutto. E quindi in azienda in Corea si viene promossi in base all’età, sarà difficile vedere qualcuno dissentire con un superiore o anche a pari livello più anziano, ed è rarissimo perché fonte di grande imbarazzo avere un capo più giovane. Ricordo ancora quando nel corso di un viaggio intervistai diversi candidati per il ruolo di direttore generale e a cena la prima ed unica domanda che mi fece la squadra era quanti anni avesse.


Articolo di di Alfonso Emanuele de Leon * pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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