Digital News

Come funziona Solo Tu, la novità di Spotify che fa la carta astrale dei tuoi brani preferiti

In queste ore le pagine dei social sono invase dai gusti musicali di migliaia di utenti che stanno raccontando ad amici e follower quali siano i propri brani preferiti, citando nei loro messaggi la piattaforma di streaming Spotify. Dietro a questa improvvisa voglia di condivisione c’è una iniziativa dell’app lanciata in queste ore e battezzata Solo Tu (o Only You in inglese): accessibile dagli smartphone Android e iOS da una scorciatoia in evidenza all’interno dell’app, la novità utilizza gli algoritmi del gruppo per analizzare gli ascolti dei singoli utenti e raccontare loro cosa rende li rende unici e irripetibili.

Come funziona Solo Tu di Spotify

Il formato della novità è quello delle clip in verticale, già adottato per altre iniziative limitate nel tempo come Wrapped, che alla fine di ogni anno fa il bilancio dei brani, degli album, degli artisti e dei generi più ascoltati sull’app da ciascun utente nell’anno appena trascorso. Utilizzando il formato reso famoso dalle storie su Instagram, Spotify offre agli utenti uno spaccato sui loro gusti musicali e su ciò che li rende unici: dagli accostamenti bizzarri tra brani apparentemente inconciliabili a informazioni più specifiche, come gli orari preferiti per l’ascolto di determinati brani o generi. La parte dell’iniziativa che sta generando più condivisioni è però legata ai segni zodiacali, e gioca sull’assegnare brani e artisti particolarmente apprezzati al posto di segno solare, segno lunare e ascendente degli utenti. Le clip da scorrere in sequenza terminano con una sezione da completare, nella quale viene chiesto di scegliere tre artisti tra quelli più ascoltati per creare una playlist personalizzata con i loro brani e altre canzoni dai tratti simili.

La condivisione social

L’invito alla ricondivisione sui social è esplicito, e il pulsante finale proposto da Solo Tu prevede di esportare i risultati delle analisi…

Leggi pezzo originale cliccando qui


Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

Show More
Back to top button