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Codamozza, la balena ferita è in Liguria. “Simbolo di lotta per la sopravvivenza”

articolo di [email protected] (Redazione Repubblica.it) pubblicato su [email protected] (Redazione Repubblica.it)

Codamozza ce l’ha fatta. La balenottera senza pinna caudale, avvistata da anni nei nostri mari e recentemente intercettata una settimana fa nelle acque siciliane mentre nuotava a fatica, dopo giorni di viaggio ha raggiunto il santuario dei cetacei di Pelagos. La balena è stata vista al largo di Finale Ligure ed ha quindi raggiunto la zona di Pelagos, fra Italia e Francia, nota area di alimentazione per i cetacei. Nonostante l’assenza della coda, si stima che possa aver compiuto il viaggio in soli sette giorni, percorrendo quasi 100 chilometri al giorno.

Il lungo viaggio di Codamozza, dalla Sicilia alla Liguria

E’ un risultato sorprendente, se si pensa che questa balena, da quasi un anno, è totalmente priva della pinna caudale e di conseguenza fa fatica a nuotare e immergersi in profondità per spostarsi o mangiare. Quando pochi giorni fa era stata avvistata in prossimità dello Stretto, chi l’aveva osservata da vicino, come il biologo Carmelo Isgrò che in collaborazione con Tethys si trovava su una motovedetta della Guardia Costiera, l’aveva descritta come emaciata e in difficoltà, pregando per la sua sorte.

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Ora, sostengono dall’Istituto di ricerca Tethys, il fatto che Codamozza risalendo l’Italia – passando per l’Elba e fino alle coste liguri – sia arrivata nel santuario di Pelagos, “è davvero una bella notizia. Speriamo che continui i suoi viaggi per lungo tempo”. Tra le segnalazioni della presenza di Codamozza, quella di Walter Spagna, skipper che ha fotografato la balena al largo di Finale Ligure.

Anche per la associazione Delfini del Ponente, che ha postato alcune immagini della balena, “Codamozza continua a sorprenderci! E’ ammirevole la tenacia con cui ha effettuato questo lungo viaggio!”

Autorità e ricercatori, con l’aiuto della Guardia Costiera che sta monitorando la situazione, hanno ribadito ai naviganti tramite un avviso la necessità di fare attenzione e di non disturbare il cetaceo.

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Nella speranza che nel Ponente ligure Codamozza possa cibarsi e riprendersi, nel frattempo i ricercatori di Tethys, in collaborazione con l’associazione MeRis, hanno ricostruito la sua storia. La balena è anche nota, soprattutto all’estero, come Fluker. Dalla foto identificazione sembra che sia nel mar Ligure da quasi 25 anni, esattamente dal 1996 quando fu vista a Pelagos. All’epoca le mancava una parte di coda probabilmente per un incidente con una imbarcazione. Successivamente è stata avvistata in diverse occasioni sino a quando, nel 2019, pare che abbia perso definitivamente la pinna caudale forse per un’elica o reti da pesca fantasma. Nonostante ciò, e nonostante sia apparsa in difficoltà durante l’avvistamento avvenuto in Sicilia, Codamozza continua a lottare per vivere. Anche per questo, si sta guadagnando sempre di più il titolo di mascotte del Santuario, “dato che è un simbolo della voglia di sopravvivere nonostante una menomazione non indifferente” dicono da Tethys.


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