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Cloud 2.0: come cambia lo scenario con l’uso maturo del Cloud

Cloud 2.0: come cambia lo scenario con l’uso maturo del Cloud

Il livello di maturità raggiunto dalle aziende italiane nell’adozione del paradigma del cloud è sempre più elevato. Come mostrano i risultati preliminari della Digital Business Transformation Survey di The Innovation Group, che sarà presentata nel corso del “Digital Infrastructure Summit 2019” del prossimo 27 marzo 2019, l’ottimizzazione dell’esistente, da intendere come razionalizzazione dell’uso e riduzione del costo complessivo, è la strategia più frequente seguita dagli IT Manager (48% delle risposte) con riferimento alle iniziative 2019 per il Cloud computing.

Di pari importanza, la possibilità per l’IT aziendale di gestire in modo coerente e integrato più servizi Cloud (quindi, un’efficace strategia Multi-Cloud) – una risposta che vede un’ampia convergenza di vedute (sempre il  48% dei rispondenti).

Con il Cloud 2.0, passata la prima fase di entusiasmo, di adozione rapida e numerosi errori legati all’inesperienza, si arriva finalmente in questi anni ad un uso più maturo del Cloud, e quindi la necessità di riportare l’intero controllo degli ambienti Cloud nelle mani dell’ICT aziendale, su tutti gli aspetti che vanno dalla scelta, all’acquisto, gestione, sicurezza dell’uso di questi ambienti.
La crescita nell’adozione del Cloud non è però finita, come mostra anche il fatto che un 44% degli intervistati esprime la necessità di ulteriori spostamenti di workload aziendali verso questi ambienti. Interessante anche osservare che qualcuno – seppure si parli soltanto di pochi, un 12% delle risposte – sta valutando l’adozione di una strategia “Cloud First”, ossia di un completo spostamento di tutte le risorse infrastrutturali e applicative in piattaforma cloud con spegnimento degli ambienti tradizionali.
Se questa è chiaramente una scelta per pochi, quello che invece è stato oramai sposato dalla maggioranza è il Multi-cloud, ossia, la possibilità di utilizzare i Cloud di provider diversi. I trend da qui a tre anni mostrano chiaramente una preferenza verso il Multi-Cloud ibrido: se oggi la situazione prevede una compresenza di scelte di tutti i generi, nel futuro la maggioranza (59% delle risposte) sposerà ambienti di più cloud provider in configurazioni ibride di cloud privato e pubblico.

I vantaggi di una strategia Multi-cloud sono oggi sempre più evidenti: oltre alla possibilità di ridurre il rischio di lock-in, potersi avvantaggiare di un’offerta più ampia di funzionalità applicative, puntare a livelli superiori di resilienza e tenere sotto controllo il costo complessivo. La congiunzione sempre più stretta tra cloud e on-premises è oggi anche favorita dalle nuove mosse degli stessi provider, che portano sempre più le proprie funzionalità anche nel datacenter del cliente, per favorire una semplificazione e una continuità operativa attraverso ambienti diversi.
Il futuro del Datacenter e le nuove forme del cloud per abilitare nuovi modelli operativi per il business saranno temi al centro del “Digital Infrastructure Summit 2019”, organizzato da The Innovation Group a Milano il prossimo 27 marzo 2019. Come previsto anche dalle nostre ricerche, il datacenter sarà sempre più ibrido, composto da un insieme di “oggetti” on premise, in cloud, in più cloud, con intelligenza distribuita sulla rete e negli oggetti per fornire servizi che devono essere scelti, integrati, gestiti e orchestrati anche in autonomia.
 
 
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Articolo Originale di Vaciago Elena, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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