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Ci hanno offerto soldi per screditare i vaccini: la denuncia degli youtuber

Avrebbe dovuto usare il suo potere persuasivo per convincere i suoi follower a non fidarsi del vaccino anti Covid realizzato da Pfizer; in cambio sarebbe stato pagato da un’agenzia di comunicazione al lavoro per un cliente rimasto però anonimo. La denuncia è arrivata da Léo Grasset, un influencer francese che su YouTube cura un canale di informazione scientifica da più di 1 milione di iscritti; il tentativo di utilizzare gli influencer per diffondere disinformazione sui vaccini è stato confermato anche da altri soggetti che sono stati contattati con modalità simili.

“Pagato per affossare il vaccino Pfizer”

Grasset ha 31 anni ed è uno youtuber con una carriera ben avviata: sulla piattaforma di condivisione video cura DirtyBiology, un canale YouTube dove parla di scienza e biologia a centinaia di migliaia di persone. Le sue clip vengono viste almeno 500.000 volte ciascuna, mentre i video più interessanti hanno raggiunto anche picchi di 2 milioni di visualizzazioni – motivo per cui la sua denuncia è particolarmente inquietante. Sul suo account Twitter, Grasset ha riferito i dettagli dell’operazione che gli è stata proposta: screditare il vaccino di Pfizer/Biontech, rivelando che il tasso di mortalità di chi si vaccina con quel preparato è 3 volte più alto di quello di chi utilizza invece il vaccino realizzato da Astrazeneca.

Le richieste del cliente

Grasset ha diffuso alcune schermate dell’email ricevuta, nella quale gli viene chiesto di presentare la tesi come se fosse una sua forte opinione, e di non rivelare la natura sponsorizzata del contenuto; tra gli altri punti da sottolineare nel video, figurano altri classici della disinformazione: il fatto che i media tradizionali ignorino quanto condiviso e che i governi stiano nascondendo qualcosa ai cittadini. La natura del committente non è stata rivelata: dal racconto di Grasset emerge che a contattarlo è stata…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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