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Chi si informa sui social è più portato a credere alle tesi cospirazioniste

Scegliere a quali fonti di informazione affidarsi ha un impatto significativo sulla tipologia di notizie che si ricevono: non è una novità ed è anzi tra i motivi che spingono ciascuno a preferire alcune testate giornalistiche rispetto ad altre. A prescindere da questo aspetto però, sembra che prediligere i social network per informarsi porti con sé un rischio concreto di cadere nel tranello di fake news e tesi cospirazioniste. Non si tratta solamente di teorie: a questa conclusione sono arrivati i ricercatori dell’Annenberg Public Policy Center in uno studio pubblicato di recente.

La ricerca negli Stati Uniti

Lo studio si chiama Patterns of Media Use, Strength of Belief in COVID-19 Conspiracy Theories, and the Prevention of COVID-19 From March to July 2020 in the United States: Survey Study ed è stato pubblicato nei giorni scorsi sul Journal of Medical Internet Research: è stato condotto attraverso sondaggi somministrati a 840 partecipanti negli Stati Uniti tra marzo e luglio dell’anno scorso, ovvero quando la pandemia ha iniziato a colpire duramente tutto il mondo.

La correlazione

Ai soggetti è stato chiesto in due ondate di sondaggi da quali canali preferissero informarsi, ma anche quali fossero le loro posizioni su argomenti tipici delle teorie cospirazioniste – dall’inesistenza di Covid-19 alla sua origine come arma. La fruizione di notizie sui social è stata associata a una maggiore probabilità di credere a teorie cospirazioniste al termine dello studio. Di contro, chi ha raccontato di informarsi prevalentemente attraverso mezzi di informazione tradizionali è risultato maggiormente schermato da questa eventualità.

Teorie pericolose

La scoperta non è eclatante, ma ora è supportata da alcuni numeri che raccontano quanto possa essere pericoloso il fenomeno: la percentuale di partecipanti convinta che il virus sia stato creato per aumentare le vendite di farmaci…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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