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C’è una petizione che chiede a Jeff Bezos di mangiarsi la Gioconda

“Nessuno ha mai mangiato la Monna Lisa, e crediamo che Jeff Bezos debba prendere posizione e realizzare questo sogno”. Si apre così una delle petizioni online che su Change.org stanno riscuotendo più successo: un appello, firmato da più di 13.000 persone, per chiedere che l’uomo più ricco del mondo acquisti una delle opere d’arte più iconiche della storia per divorarla fino all’ultimo boccone. La richiesta è nata per caso da un gruppo di amici ma si sta trasformando contemporaneamente in un fenomeno virale e in una riflessione sull’accumulo della ricchezza da parte degli individui più facoltosi a scapito del restante 99,99 percento della popolazione.

Com’è nata la petizione

La petizione sta riscuotendo successo solo recentemente, ma in realtà è finita online l’anno scorso. La storia l’ha raccontata Vice e si può tradurre brevemente con una goliardata partita da un gruppo di amici annoiati che immaginavano cosa avrebbe potuto fare Jeff Bezos con il suo immenso patrimonio, che secondo Forbes è di circa 200 miliardi di dollari e lo rende l’uomo più ricco del pianeta. La cosa più assurda immaginata dal gruppo è stata proprio un atto di voracità nei confronti della Gioconda: pubblicata e rilanciata sui propri profili social, la petizione è rimasta online silenziosamente fino a poco tempo fa, quando è stata scovata, firmata e ricondivisa da un numero sempre crescente di sconosciuti dandole la spinta che le era mancata inizialmente.

La riflessione sullo 0,01 percento

Il passaparola a scoppio ritardato sta facendo tornare l’appello virale in questi giorni, riaccendendo riflessioni sulla ricchezza sterminata di Jeff Bezos e del restante 0,01 percento degli abitanti del pianeta. Il The New York Times ad esempio ha fatto notare che il prezzo per assicurare il dipinto potrebbe oggi attestarsi a circa 850 milioni di dollari, e che quindi un uomo come Bezos potrebbe comprare…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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