Food & Wine

Castiglion del Bosco-Bpm: il Brunello «sfuso» garantisce il finanziamento da un milione

AIUTI ALLE CANTINE

L’operazione finanziaria tra l’azienda vinicola di Montalcino, che produce di 250mila bottiglie all’anno di Brunello, e la banca servirà a tamponare la caduta dei prezzi nella fase post-Covid

di Silvia Pieraccini

Le botti nella cantina dell’azienda vinicola Castiglion del Bosco

L’operazione finanziaria tra l’azienda vinicola di Montalcino, che produce di 250mila bottiglie all’anno di Brunello, e la banca servirà a tamponare la caduta dei prezzi nella fase post-Covid

3′ di lettura

Per il mondo del vino è una novità, un finanziamento garantito dal prodotto sfuso conservato in cantina che punta a tamponare il rischio di caduta dei prezzi nella fase post-Covid attingendo al vecchio istituto del “privilegio” (che a differenza del pegno, di prossima applicazione nel mondo vinicolo, è operativo senza bisogno di aspettare il decreto attuativo del ministero dell’Agricoltura).

La linea di credito (tecnicamente inventory loan) da 1 milione di euro è stata concessa all’azienda Castiglion del Bosco di Montalcino, produttore di 250mila bottiglie all’anno di Brunello, da Banco Bpm, a fronte della garanzia di un migliaio di ettolitri di vino “atto a diventare Brunello”, non ancora imbottigliato e conservato nelle cantine dell’azienda (dove resterà, senza essere spostato in un deposito e senza limitare l’operatività degli addetti). Il finanziamento dura quattro anni con 12 mesi di preammortamento, tasso fisso e rate semestrali.

Il valore attribuito al vino (circa 1.000 euro ad ettolitro) corrisponde a quello più alto della forchetta indicata dal mercuriale della Camera di commercio di Siena. Ma le difficoltà dell’operazione, che ha richiesto mesi di lavoro, sono state la verifica “fisica” delle giacenze dello sfuso in cantina (il vino c’è davvero?) e la loro certificazione (quel vino è davvero futuro Brunello?). E’ qui che sono entrati in gioco la società di revisione PwC, che ha applicato le procedure standard per verificare la presenza del vino, e l’ente di certificazione Valoritalia, che ha applicato le procedure di analisi dei campioni. Alla fine il cerchio si è chiuso (con la possibilità anche di sostituire il vino dato in garanzia con le annate successive se il primo viene imbottigliato: visto che il Brunello deve essere venduto cinque anni dopo la vendemmia, in cantina ci sono sempre più annate).

Come arginare il rischio del crollo dei prezzi

“Al di là del valore del finanziamento – spiega Simone Pallesi, amministratore unico di Castiglion del Bosco Agricola, azienda che fa capo a Massimo Ferragamo – questa operazione innovativa ha importanza perché può essere d’esempio alla denominazione del Brunello. Il finanziamento su privilegio valorizza lo sfuso e sostiene il produttore nel percorso di affinamento del vino in cantina, creando valore per l’intera denominazione”. In pratica, secondo Pallesi, l’operazione può aiutare in questo momento di crisi delle vendite legata alla chiusura di hotel, ristoranti e catering causa Covid: “C’è il rischio che le denominazioni più importanti tornino indietro di dieci anni sui prezzi”, spiega il manager evocando le difficoltà di vendita di un vino superstar come il Brunello 2015, considerata una delle migliori annate del secolo. Il rischio è che l’impazienza di disfarsi dello sfuso per far posto nelle botti e nelle barrique alle nuove annate apra la stagione delle svendite e faccia precipitare i prezzi.“Come consorzio del Brunello di Montalcino siamo molto interessati al finanziamento sul vino in giacenza in cantina – dice il presidente Fabrizio Bindocci – e stiamo lavorando su questo strumento di finanza innovativa che può rappresentare un caso di scuola per i territori del vino italiano”. Uno strumento che Banco Bpm considera strategico per “valorizzare al meglio l’asset più rilevante del comparto agroalimentare che spesso è proprio il magazzino” e che ha anche un valore simbolico “per il contributo che potrà dare allo sviluppo di un’eccellenza italiana come il Brunello”.


Articolo di di Silvia Pieraccini pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.


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