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Bilanci, Catania e Palermo in cerca di certezze

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Crollano le entrate dei tributi comunali a causa della crisi da Coronavirus. I dubbi sui 300 milioni per gli Enti locali stanziati dalla Regione siciliana

di Nino Amadore

(Ansa)

Crollano le entrate dei tributi comunali a causa della crisi da Coronavirus. I dubbi sui 300 milioni per gli Enti locali stanziati dalla Regione siciliana

3′ di lettura

Per avere un’idea chiara bisognerà aspettare ancora un po’ ma da subito si può dire che Catania e Palermo si preparano ad affrontare l’impatto che la crisi da lockdown avrà sui rispettivi bilanci comunali. In questa fase il dato è uno: alla certezza del calo delle entrate corrisponde l’incertezza delle coperture esterne come quelle che ha assicurato la Regione siciliana che nella legge di stabilità del 2020 ha appostato 300 milioni per tutti i Comuni siciliani o quelli dello Stato: «Si parla di 3 miliardi di euro che lo Stato centrale dovrebbe dare ai Comuni italiani e 500 milioni per le Città metropolitane- dice il sindaco di Catania Salvo Pogliese – La Regione ha stanziato 300 milioni per i Comuni, ma sono fondi europei e c’è il problema di come utilizzarli». Mentre l’assessore al Bilancio del Comune di Palermo Roberto D’Agostino è ancora più netto: «È stata fatta una norma salva imprese ne servirebbe ora una salva Comuni».

Palermo, crolla l’incasso della Tari

A conti fatti intanto il Comune di Palermo al 30 aprile registra un calo sul fronte dei tributi comunali di quasi 11 milioni di cui poco più di 10,5 milioni attribuibili alla Tari e quasi 500 mila euro all’imposta sulla pubblicità (la cartellonistica è praticamente azzerata, per dire). Discorso diverso quello che riguarda le partecipate: «Per quanto riguarda il trasporto – spiega l’assessore – la legge di stabilità ha previsto contributi che coinvolgeranno anche il tram. L’altro tema è quello dei rifiuti e anche in questo caso la Regione ha previsto un sostegno per la Rap, la società che si occupa della raccolta e dello smaltimento. C’è anche da dire che questa società beneficerà, almeno per questi due mesi, di minori costi: il conferimento di rifiuti indifferenziati in città è diminuito di un terzo e in proporzione anche i costi per raccoglierli e smaltirli». 

A Palermo risparmi nei rifiuti grazie al lockdown

Miracoli del lockdown: a Palermo, viste le indicazioni di rimanere a casa, è crollato quello che qualcuno ha battezzato il “turismo della monnezza” riferendosi all’abitudine di cittadini provenienti da altri paesi di conferire i rifiuti differenziati in città magari per aggirare l’obbligo di differenziarli . «Complessivamente comunque per avere un’idea chiara bisognerà fare un ragionamento a consuntivo – dice ancora D’ Agostino -. Per quanto riguarda la Tari, per esempio, noi abbiamo detto: chi può la paghi. Certo intanto questa situazione mette un po’ la cassa in sofferenza». Si vedrà a consuntivo anche il “buco” della tassa di soggiorno: «Incassavamo dieci milioni – dice l’assessore – ora il turismo si è azzerato».


Articolo di di Nino Amadore pubblicato a questo indirizzo. e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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