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Apple lancia le etichette: le app dell’iPhone dovranno dirci cosa fanno dei nostri dati


Per quanto riguarda la struttura delle etichette, Apple ha suddiviso la raccolta dei dati in tre grandi categorie: “dati utilizzati per tracciarti”, “dati collegati a te” e “dati non collegati a te”. Nel primo caso, significa che lo sviluppatore dell’app sta collegando i dati raccolti tramite la sua applicazione (come le informazioni personali o la geo-localizzazione) con altri dati provenienti da altre app o da siti Web di altre società allo scopo di fornire una pubblicità mirata.L’etichetta “dati collegati a te” è invece riferita a qualsiasi dato che può essere utilizzato per identificarti. E quindi sia i dati raccolti dall’utilizzo dell’app o dall’avere un account con il servizio o la piattaforma, che tutti i dati estratti dal dispositivo stesso che potrebbero essere utilizzati per creare un profilo per scopi pubblicitari.Infine, “Dati non collegati a te”: con questa tipologia di etichetta si chiarisce che determinati tipi di dati, come i dati sulla posizione o la cronologia di navigazione, non vengono collegati a te in alcun modo. Va detto, inoltre, che ci sono due etichette ulteriori: “Nessun dato raccolto”, per le app che non raccolgono alcuna informazione sull’utente; “Nessuna informazione disponibile”, per le app che non sono state ancora aggiornate alla data dell’entrata in vigore del regolamento.Questa delle etichette è solo l’ultima mossa di una lunga serie, per Apple, nel campo della privacy. L’azienda di Tim Cook ha fa sempre il pallino della privacy, e cerca sempre più spesso di limitare il tracciamento degli utenti di iPhone. E secondo alcune fonti accreditate, questa delle etichette non rimarrà un’azione isolata. L’azienda intende rilasciare una nuova funzionalità per la privacy che richiede agli sviluppatori di chiedere il permesso esplicito per tracciare gli utenti di dispositivi iOS su app e siti Web, utilizzando un identificatore di dispositivo univoco, chiamato codice IDFA (o Identificazione per gli inserzionisti).Il piano era di richiederlo con il lancio di iOS 14, ma Apple ha annunciato a settembre che avrebbe ritardato la funzionalità fino al prossimo anno, per dare agli sviluppatori più tempo per conformarsi.leggi articolo completocliccando qui


Articolo Originale di di Biagio Simonetta, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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