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Amazon rischia una multa UE da quasi mezzo miliardo per violazione del GDPR

Amazon potrebbe dover pagare la multa più salata mai comminata dall’Unione Europea per una violazione del GDPR, il regolamento sul rispetto dei dati personali dei cittadini UE. Il colosso dell’ecommerce è stato accusato dall’autorità per la protezione dei dati del Lussemburgo di non aver rispettato le norme sulla protezione della privacy dei suoi clienti e per questo motivo si trova di fronte all’ipotesi di una sanzione da 425 milioni di euro.

La proposta del Lussemburgo

La notizia l’ha riportata per primo il Wall Street Journal, e non è ancora una decisione definitiva, anzi: per il momento si tratta dell’iniziativa di un singolo stato, che dovrà essere sottoposta al parere delle autorità omologhe negli altri 26 Paesi dell’Unione Europea; se tutti i Paesi consultati riterranno sussistenti le violazioni individuate dal Garante del Lussembuergo, l’UE si muoverà con la multa. D’altro canto il fatto che la proposta arrivi dal Lussemburgo non è di secondaria importanza per l’approvazione del provvedimento sanzionatorio: la sede principale di Amazon in Europa del resto risiede proprio in quel Paese.

Le violazioni di Amazon

Trattandosi di indiscrezioni intercettate dal Wall Street Journal, per il momento non è chiaro con precisione quali siano le pratiche messe in atto da Amazon e individuate come irregolari dall’autorità per la protezione dei dati del Lussemburgo. Quel che si sa è che la divisione di cloud computing Amazon Web Services non è toccata dalla proposta, la quale parla di presunte violazioni collegate al modo in cui Amazon rastrella e utilizza i dati dei clienti per le proprie operazioni, e potrebbe dunque avere a che fare con una raccolta di dati effettuata senza il dovuto consenso degli utenti.

Anche l’ammontare esatto della multa è soggetto a cambiamenti: se dovesse essere confermata la somma dei 425 milioni di euro, si tratterebbe di una cifra record per…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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