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Alle aziende piace il Cloud, ma serve formazione e commitment organizzativo

Alle aziende piace il Cloud, ma serve formazione e commitment organizzativo

Sì al Cloud ma in prospettiva aumentano le responsabilità e il controllo centralizzato in mano all’area ICT. È quanto emerge dai risultati preliminari della Digital Business Transformation Survey, condotta da The Innovation Group tra dicembre 2018 e febbraio 2019, i cui risultati saranno presentati in occasione del “Digital Infrastructure Summit” il prossimo 27 marzo.

Per le aziende, ormai, adottare il Cloud non è più scelta bensì un passaggio obbligato e un’opportunità se si è in grado di sfruttarla bene. Lo confermano i primi risultati della Digital Business Transformation Survey, condotta da The Innovation Group su un campione di 70 aziende, i cui risultati definitivi saranno presentati e discussi il prossimo 27 marzo, al “Digital Infrastructure Summit 2019” di Milano.
Secondo la rilevazione, infatti, dal 2016 al 2018 si è dimezzata la quota di aziende in fase di valutazione su un’eventuale adozione del Cloud, passando dal 29% al 15%. La diminuzione è a favore del numero di aziende che hanno adottato soluzioni Cloud che coinvolgono un numero limitato di risorse ICT, la cui quota è aumentata, dal 2016, passando dal 36% al 57%. Continua invece a essere una minoranza chi porta in Cloud anche i sistemi core dell’azienda.

Che il Cloud non sia più “privilegio” di pochi e che le aziende si stiano ora interrogando su come ottimizzare questi investimenti è conseguenza del fatto che oggi stiamo vivendo una fase “Cloud 2.0”, caratterizzata da un uso più maturo da parte delle aziende delle nuove soluzioni nonché da strategie che prevedono l’utilizzo di diverse tipologie di Cloud (pubblico o privato) e il ricorso a più provider. Un trend che comporta anche la necessità di dotarsi di nuove competenze.
E, in effetti, la Digital Business Transformation Survey rileva che per le aziende i principali ostacoli incontrati negli scorsi anni in una fase di prima adozione del Cloud sono stati:
la mancanza di skills (39,4%),
la resistenza al cambiamento da parte dei dipendenti dell’azienda che impedisce un più facile sviluppo delle nuove soluzioni (36,4%),
i problemi di compliance e di data protection (33,3%).

È interessante, inoltre, rilevare la percezione delle aziende italiane nei confronti della sicurezza, che viene considerata al sesto posto tra le principali criticità del Cloud, una volta adottati questi ambiente. Se la Cloud security, infatti, sembra avere un peso rilevante nel momento in cui le aziende valutano l’adozione delle soluzioni Cloud (si consideri comunque che essa implica problemi in termini di costi e governance), una volta avvenuto il processo di migrazione subentrano altre priorità. La sicurezza è comunque un tema considerato critico da un’azienda su cinque ma, probabilmente, nella maggior parte dei casi si assiste ad un adeguamento a riguardo prima di adottare soluzioni scalabili così da evitare potenziali minacce in seguito.
Va rilevato, infine, che, considerati i benefici ottenuti con il Cloud, anche per quest’anno le aziende dichiarano di aver premiato le soluzioni Cloud rispetto a quelle tradizionali perché in grado di garantire maggiore scalabilità (42,8%) e flessibilità (31,4%), scegliendo ancora una volta modelli di business agile.
Di queste tematiche e dei loro sviluppi si parlerà il prossimo 27 marzo al “Digital Infrastructure Summit”, un evento promosso da The Innovation Group nato con lo scopo di creare un solido dibattito a riguardo, partendo dalla consapevolezza che per creare un percorso di digital transformation efficace è necessario, innanzitutto, comprendere l’evoluzione e gli sviluppi delle infrastrutture IT, indispensabili per innestare qualsiasi strategia innovativa vincente.
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Articolo Originale di Carmen Camarca, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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