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Al Bano abbandona i social network

Al Bano Carrisi spiega i motivi della sua scelta criticando aspramente social network

DReporter è un sito che parla di comunicazione, e ci definiamo “la voce delle aziende”, quindi i nostri lettori potrebbero essere disorientati leggendo un articolo che parla di Al Bano Carrisi, il famoso cantante che certamente non ha bisogno di presentazione da parte nostra.

Vorrei quindi chiarire subito he questo articolo non parla né di gossip né di musica, ma di come la comunicazione sui social possa generare anche azioni importanti e clamorose da personaggi di spicco e sicuramente influenti, come Al Bano.

Prima di fare una riflessione leggermente più articolata, ritengo opportuno riassumere alcuni passaggi delle dichiarazioni fatte dal celebre personaggio, da noi prelevate dal sito ANSA.it, che riassumono i motivi della sua scelta di uscire dai Social Networks

“Grazie a Dio sto benissimo, sto lavorando per non perdere il vizio e sto affrontando questa meravigliosa estate 2017. “

“….Accetto la critica – continua – ma l’insulto gratuito no…”

“…è insopportabile questo esercito di anonimi che godono nello sparare frasi inenarrabili e inaccettabili. Ho vissuto per tanti anni senza bisogno, sia artisticamente sia umanamente, di questi social che secondo me bisognerebbe chiamare dissocial, è’ un esercito di anonimi frustrati”.

“per quale motivo dovrei stare nella m… quando posso starne fuori? Ho scelto di starne fuori”

Secondo il mio modesto parere ci sono validi spunti di riflessione nella disamina di Albano, primo fra tutti quello che, personalmente, segnalo costantemente come il maggiore dei problemi: la mancanza di regolamentazione.

Viva la democrazia, la libertà di pensiero e di opinione, ma, per dirla con Umberto Eco, è lapalissiano che Internet abbia sicuramente dato voce anche (anche, non solo…) ad un esercito di imbecilli.

Sempre più spesso i soci sono veicolo di attacchi, offese, ingiuria, violenze psicologiche di ogni tipo, e questo senza che nessuno debba esporsi in prima persona, garantendo il proprio anonimato in modo pressoché assoluto, grazie alla semplicità con cui si possono creare profili falsi in pochi secondi.

E se pensi che si tratti di casi isolati, posso assicurarti che non è così, anzi, molto spesso si tratta di attacchi studiati a tavolino da vere e proprie organizzazioni. In pratica sono le stesse organizzazioni che generano i “movimenti di pensiero” per spingere positivamente o negativamente quel determinato personaggio, evento o accadimento.

Esistono software potenti, dislocati su numerosi computer in rete, che i nuovi hacker hanno ben imparato ad utilizzare per muovere la più potente arma di tutti i tempi: l’informazione.

Io non so se Albano sia una vittima, se abbia ragione o torto, non sono un suo fan, e se devo dirla tutta non ho nemmeno visitato il suo profilo social, perché in realtà non ne ho bisogno per sapere che quello che vedo quotidianamente è una realtà di fatto: una piazza troppo spesso incontrollata e che a volte genera una deriva negativa semplicemente perché ci sono alcune persone che hanno il cosiddetto “pollice facile” che parlano, scrivono, commentano su qualsiasi argomento, dallo spettacolo alla medicina, nell’arco di 10 minuti, pur essendo completamente ignoranti su entrambi gli argomenti.

La comunicazione libera è una conquista totale e assoluta, e il sottoscritto è sicuramente uno di quelli che ritiene sia importante che venga mantenuta, senza censure o regole dittatoriali, ma per contro, come accade per qualsiasi altro argomento, già oggi, ma ancora più nel futuro, sarà necessario una ulteriore attenzione e controllo, applicati mediante regolamenti chiari e trasparenti, che dovranno essere messi in campo prima di tutto dai grandi player della informazione on-line.

Qualcosa si sta timidamente muovendo con quanto oggi viene definita la lotta alle false informazioni, diramate ad hoc, le cosiddette fake news.

In tutta sincerità, al momento, non mi pare di vedere grandi risultati, perché un algoritmo non sarà mai in grado di fare il lavoro di un essere umano, o almeno non la vedo una cosa fattibile nell’immediato futuro.

Albano Carrisi che lascia i social network è quindi una notizia che riguarda assolutamente il mondo della comunicazione e gli argomenti di cui trattiamo nel nostro sito, perché riguarda la libertà stessa di potersi esprimere e di poter comunicare con una base di utenti in modo chiaro, trasparente e senza filtri.

Quando personaggi di questo genere abbandonano social network (perché, vale la pena ricordarlo, non è un caso isolato…) è una sconfitta per tutti, senza considerare che i migliaia di fan dell’artista non avranno più la possibilità di interagire con lui in modo facile…a portata di smartphone

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Marco Forconi

Laurea in Marketing & Business Management. Formatore e Docente del Programma formazione Europea Por-FSE. Solido Background Informatico con oltre 20 anni di consulenza aziendale. Autore di tre libri, ho creato il mio primo sito web nel 1999 (lo ammetto, era inguardabile…).

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