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a luglio la crescita del settore manifatturiero italiano rimane ad un livello quasi record anche se rallenta lo slancio – Il Giornale delle PMI

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econdo gli ultimi dati PMI®, il settore manifatturiero italiano ha osservato a luglio l’ennesimo e rapido miglioramento delle condizioni. La crescita è rimasta vicina al livello record, anche se lo slancio è diminuito leggermente e ha raggiunto il livello più lento da febbraio per via delle pressioni sulla capacità e delle interruzioni sulla fornitura che hanno ostacolato la prestazione del settore.

L’Indice destagionalizzato PMI (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano – che con una sola cifra fornisce un quadro degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero – a luglio ha raggiunto il valore più basso da marzo di 60.3, in discesa da 62.2 di giugno. L’ultimo PMI è stato però il quarto maggiore mai riportato e ha mostrato un rapido miglioramento dello stato di salute del settore manifatturiero.

I forti tassi di crescita della produzione manifatturiera e dei nuovi ordini rimangono le ragioni principali della crescita generale di luglio. La produzione è aumentata per il quattordicesimo mese consecutivo con l’ultima espansione che sebbene sia stata la più lenta in cinque mesi, è stata elevata. Secondo le aziende campione, l’allentamento delle misure anti Covid-19 e la riapertura di alcuni settori dell’economia hanno incoraggiato la domanda.

Certamente i nuovi ordini ricevuti sono aumentati ulteriormente e hanno esteso l’attuale sequenza di crescita a otto mesi. L’espansione dei nuovi ordini ha perso vigore ma il tasso di aumento è stato tra i più rapidi mai registrati dall’indagine. Anche gli ordini esteri hanno registrato una crescita sostenuta, ad un tasso che generalmente è stato elevato e invariato rispetto a giugno.

Secondo i dati raccolti, le forti vendite e le maggiori esigenze della produzione hanno costretto le aziende ad aumentare di nuovo a luglio i loro acquisti. Il tasso di aumento dell’attività di acquisto è risultato elevato ma il più lento da febbraio.

Alcune aziende campione hanno riportato di aver acquisito maggiore materiale per far fronte alle interruzioni sulla catena di distribuzione, considerando che i tempi medi di consegna si sono allungati al terzo livello record d’indagine. Le aziende che aderiscono all’indagine hanno attribuito i tempi più lunghi alla carenza di materiale, ai problemi di natura logistica e alla maggiore richiesta di materiale.

Il crollo delle giacenze dei prodotti finiti è stato inoltre attribuito principalmente alle interruzioni sulla catena di distribuzione. Il tasso di riduzione è stato il più veloce da aprile e in generale è stato elevato.

A luglio sono diminuite inoltre le giacenze dei prodotti finiti, con le aziende campione che hanno notato come le forti vendite hanno velocizzato lo smistamento immediato degli ordini non appena erano pronti. L’ultimo crollo è stato notevolmente più lento rispetto a quello di giugno ma in generale è rimasto elevato.

L’indagine di luglio ha registrato l’undicesimo mese consecutivo

di aumento dei livelli del personale. Il tasso di creazione occupazionale, malgrado sia rallentato nel corso del mese, ha indicato per la seconda volta il quarto valore più veloce della storia dell’indagine. Quest’ultimo incremento è stato in parte causato dalle maggiori pressioni sulla capacità, mentre il lavoro inevaso è aumentato al secondo tasso maggiore mai registrato dall’indagine.

Rimangono elevate a luglio le pressioni inflazionistiche. I prezzi di acquisto sono aumentati al secondo tasso più veloce di sempre per via di diffusi problemi di carenza di materiale e aumenti di prezzi presso i fornitori. Di conseguenza, le aziende hanno aumentato i loro prezzi medi di vendita al tasso più alto della storia dell’indagine.

Guardando avanti, le aziende del manifatturiero hanno espresso previsioni ottimistiche rispetto all’attività dell’anno prossimo, riportando però una moderazione del livello di fiducia al livello più basso in 15 mesi. Alcune aziende campione hanno espresso preoccupazioni per il crescente numero dei casi di Covid-19 e alle conseguenti e possibili misure restrittive.

Commento

Lewis Cooper, Economist di IHS Markit, analizzando gli ultimi dati dell’indagine ha dichiarato: “A luglio il settore manifatturiero italiano continua a riportare una forte crescita, anche se con una entità leggermente minore per via dei ritardi della catena di distribuzione e delle pressioni sulla capacità che hanno condizionato la produzione manifatturiera. Detto ciò, l’ultima crescita della produzione e dei nuovi ordini è stata rapida, e le aziende campione hanno notato che l’allentamento delle restrizioni anti Covid-19 e la riapertura di alcuni settori economici hanno continuato a stimolare la domanda dei clienti. Rimangono diffuse a luglio le pressioni inflazionistiche, con molti commenti che si riferiscono alla carenza di materiale e all’aumento di prezzo presso i fornitori attribuito dalle aziende campione all’inflazione dei costi quasi record. I maggiori costi sono stati ancora una volta trasferiti ai clienti, i prezzi di vendita, infatti, sono aumentati al livello record storico. Le aziende sono rimaste ottimiste riguardo alla maggiore attività per i prossimi 12 mesi, anche se i dubbi che circondano la diffusione del Covid-19 e sulla potenziale reintroduzione delle misure di restrizione hanno pesantemente influito sull’ottimismo. In generale, i dati di luglio hanno mostrato un’altra prestazione strepitosa. La crescita è rimasta vicina al valore record ed è stata ostacolata solo leggermente dalle attuali restrizioni sulla fornitura e dalla pressione sulla capacità. Le ultime stime IHS Markit suggeriscono tuttavia che nel corso del 2021 è prevista una crescita annua del PIL di oltre il 10%.”

Photo by Clayton Cardinalli on Unsplash


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