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a controllarti c’è il riconoscimento facciale

Di quando in quando può capitare di doversi presentare al lavoro come tutte le mattine, ma di non essere dell’umore più adatto per farlo: il turno scorre lentamente fino al suo termine, e il giorno successivo l’umore sarà probabilmente migliorato. Non è l’opinione di Canon Information Technology – sussidiaria cinese della multinazionale Canon – che stando a quanto ha riferito il Financial Times non ammette che i suoi dipendenti varchino la soglia dei loro uffici senza aver prima mostrato un ampio sorriso ai sistemi di telecemere interni. Per farlo – ha raccontato la testata – il gruppo ha impiegato algoritmi di riconoscimento facciale che riescono a distinguere l’espressione dei soggetti inquadrati nei filmati, sbloccando le porte solamente quando ottengono il risultato richiesto.

Il reportage del Financial Times

Si tratta solamente di uno dei numerosi metodi basati sull’intelligenza artificiale che le aziende in territorio cinese mettono in pratica per controllare non solo la presenza in ufficio, ma anche la produttività e perfino il morale dei loro dipendenti. Nel racconto del Financial Times, viene raccontato come le aziende locali controllino quali app e programmi vengono utilizzati sui computer dei dipendenti; come utilizzino le videocamere a circuito chiuso per cronometrare le pause pranzo e come traccino gli spostamenti del personale fuori dall’ufficio utilizzando le app che chiedono loro di installare sullo smartphone.

Porte bloccate, riunioni vietate

Il sistema ideato da Canon Information Technology è stato annunciato l’anno scorso e si basa su videocamere che indirizzano le loro immagini verso un sistema di riconoscimento facciale basato su intelligenza artificiale. Questa tipologia di algoritmo riesce ormai da anni a capire quando un soggetto sta sorridendo o assumendo altre espressioni, e in questo particolare scenario viene collegata a sistemi di…

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Articolo Originale di Lorenzo Longhitano, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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