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5G Italy. Le scelte sulla rete fra modello wholesale only e Recovery Fund

La necessità per il nostro paese di accelerare la realizzazione di reti ad altissima capacità in Italia (5G, fibra FTTH e FWA), alla luce delle mutate condizioni sociali dovute alla pandemia e alla crescente domanda di digitale. Le strategie del Governo per l’utilizzo delle risorse del recovery Fund per finanziare le infrastrutture Tlc. Il tema della rete unica e del modello wholesale only come presupposto per raggiungere gli obiettivi di copertura e di servizio ai cittadini e chiudere così il gap che ci separa dalla media europea in termini di connettività. Questi in sintesi alcuni dei temi affrontati dalla ricchissima tavola rotonda con gli operatori del 5G Italy, che ha visto la partecipazione di Jeffrey Hedberg, AD, WINDTRE; Franco Bassanini, Presidente, Open Fiber; Aldo Bisio, AD, Vodafone Italia; Maximo Ibarra, AD, Sky Italia; Mirella Liuzzi, Sottosegretario allo Sviluppo Economico.

5G, Hedberg (WINDTRE): ‘Oltre alle reti servono competenze’

“Il cambiamento determinato dalle tecnologie è rapido, capillare e pervasivo. Dobbiamo quindi governarlo, e per questo è cruciale investire nella formazione del capitale umano, oltre che nelle infrastrutture. Bisogna sviluppare nuove competenze per costruire i talenti del futuro  e diffondere la cultura dell’innovazione”. Lo ha dichiarato Jeffrey Hedberg, CEO di WINDTRE, all’evento ‘5G Italy’.

“L’Italia – ha continuato Hedberg – è il secondo Paese manifatturiero d’Europa, ed è di fondamentale importanza potenziare la competitività industriale attraverso la trasformazione digitale. WINDTRE negli ultimi cinque anni ha investito 6 miliardi di euro per integrare e ammodernare le proprie reti e quindi siamo ben posizionati per avere il 5G in 40 città e continueremo a investire per averne 70 nel 2021. Grazie alle reti 5G e alle tecnologie associate, l’Italia può migliorare la propria posizione competitiva sui mercati globali. Servono però una visione strategica chiara, processi decisionali efficienti e lo sviluppo di una politica di settore con la collaborazione tra imprese e istituzioni, ma anche con il mondo dell’istruzione, le autorità regolamentari e i sindacati”, ha concluso Hedberg.

Hedberg (WINDTRE): ‘Il Covid spinge la trasformazione digitale’

Il settore delle Tlc ha bisogno di investimenti, a maggior ragione per contrastare gli effetti della pandemia che a sua volta ha messo in evidenza la necessità di dotare il paese di una infrastruttura di rete davvero a prova di futuro. “Il Covid ha provocato un aumento del traffico fino al 40% – ha detto Jeffrey Hedberg, AD, WINDTRE – il ruolo della connettività è sempre più strategico per attività come lo smart working, la didattica a distanza e l’entertainment”.

E’ per questo che, secondo Hedberg, è il momento che tutti gli stake holder della industry lavorino insieme per realizzare le nuove reti in particolare quella 5G. Il Paese va cambiamento nell’ottica di una trasformazione digitale completa. L’impatto economico del 5G sull’economia italiana sarà molto pesante, l’obiettivo è che il nuovo standard sia sostenibile. Una delle priorità sarà anche la creazione di skill intorno al 5G, in modo che le imprese e le persone siano in grado di sfruttarne al meglio le enormi potenzialità in termini di servizi.

5G, Hedberg (WINDTRE): ‘Promuovere collaborazione pubblico-privato’

Il 5G dovrà inoltre essere sostenibile da un punto di vista economico. “Perché ciò avvenga, è necessario promuovere maggiormente partnership pubblico-privato, l’università e i decisori politici devono facilitare la realizzazione delle nuove reti con i giusti meccanismi e incentivi per la trasformazione digitale. Bisogna connettere il Paese, a partire dagli ospedali e dalle scuole”, ha aggiunto Hedberg, secondo cui in conclusione è necessario poter contare sul Recovery Fund e sulla diffusione di skill digitali per il rilancio del Paese e per lo sviluppo di nuove tecnologie come l’AI, la blockchain e l’Edge computing.

Bassanini (Open Fiber) ‘Rete unica a controllo Tim problematica anche per il Recovery Fund’

“Una rete unica verticalmente integrata controllata da un operatore dominante presenta molte criticità tra cui una di livello regolatorio per le autorizzazioni che deve ricevere dalle autorità antitrust”. Lo ha sottolineato il presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, intervenuto al convegno 5G Italy e il Recovery fund. “Io – ha detto Bassanini – sono tra coloro che da molti anni sostiene che l’unica infrastruttura su cui concentrare gli investimenti in modo da averla il più avanzata possibile sia la rete unica in fibra ma ci sono due diversi tipi di rete unica. Una è quella di cui hanno parlato in Parlamento e i ministri Gualtieri e Patuanelli che hanno scritto una lettera all’amministratore delegato di Enel, che è una rete unica indipendente, neutrale, terza, al servizio di tutti gli operatori e quindi wholesale only che Open Fiber ha adottato ed è il modello preferibile per gli investimenti di nuova generazione in cui tutti gli operatori sono alla pari senza mettere il gestore e proprietario di essere concorrente dei suoi clienti”. Mentre, secondo Bassanini, una rete unica verticalmente integrata, potenzialmente a guida TIM, presenterebbe delle criticità.

“Una rete unica controllata dall’operatore dominante presenta molte criticità dal punto di vista regolatorio”, ha aggiunto Bassanini. “E’ molto difficile – ha aggiunto – consentire di sostituire la competizione infrastrutturale con il ritorno al monopolio. Questo è un problema che si ripresenterà nell’uso del Recovery Fund. Una cosa, infatti, è usare i fondi europei per un’infrastruttura comune, un’altra è per favorire un concorrente sul mercato rispetto ad altri”.

I commissari Thierry Breton e Margrethe Vestager lo hanno detto chiaramente: non si possono usare i fondi del Recovery Fund per favorire un privato.

Bassanini (Open Fiber): ‘Digital bonus anche per distribuire la fibra in casa‘

Il Presidente di Open Fiber ha poi lanciato una nuova proposta. Visto cheIl Parlamento in questi giorni ha proposto un digital bonus, un credito d’imposta per i condomini che costruiscono le strutture verticali della rete, Bassanini rilancia proponendo di prevederne un altro destinato alle famiglie, per distribuire il segnale in tutta la casa, visto che spesso la borchia della fibra che giunge in un punto della casa non riesce a coprire tutte le stanze.

Bassanini (Open Fiber): ‘Crescita della domanda dei nostri clienti impressionante’

Nel corso dell’evento, Bassanini si è anche guardato indietro, valutando i passi avanti fatti negli anni: “La crescita della domanda veicolata dai nostri clienti è impressionante. C’è un raddoppio rispetto a un anno fa della domanda di allacciamenti, abbonamenti in fibra fino alle case”.

Parlando della risalita dell’Italia negli indici di miglioramento della connettività Bassanini ha detto che “la risalita piaccia o non piaccia la si deve a questa new entry (Open Fiber ndr) che compie 4 anni e in 4 anni ha connesso 10 milioni di unità immobiliari. Certo siamo andati più veloci in città con 7 milioni di unità immobiliari che non in aree a fallimento di mercato ma questo deriva dal fatto che nelle città agiamo con diritto privato mentre nelle aree a fallimento di mercato dobbiamo seguire le regole della contabilità pubblica, avere 100mila autorizzazioni e siamo vittime dell’eccesso di burocrazia del paese. Delle semplificazioni cominciamo ad avere gli effetti nelle aree bianche, acceleriamo e acceleriamo in maniera significativa ma i primi effetti si cominciano ad avere adesso”.

Bassanini (Open Fiber): ‘Fibra e 5G diritto universale‘

Il presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, ha voluto sottolineare come la pandemia abbia fatto scoprire a tutti la necessità di connessioni alla rete “veloci e affidabili che solo la fibra può assicurare”. Questa richiesta si configura come “un diritto universale, necessario per lavorare, partecipare, competere, tutelare la salute e la sicurezza e perfino per godere dell’affetto dei propri cari durante il distanziamento”. Ma per poter godere di questo diritto “è necessario lo sviluppo di infrastrutture per la telecomunicazione ad altissima capacità, ambientalmente sostenibili”. Anche perché “le prestazioni delle reti di vecchia generazione in rame non sono più competitive”.

Aldo Bisio (Vodafone Italia) ‘Rete unica sia wholesale only, motore più importante per continuare a investire’

Sulla rete unica “credo si sia parlato troppo di modelli di strutture azionarie, si è parlato un po’ poco del piano industriale”. Lo ha detto l’ad di Vodafone Italia Aldo Bisio, aggiungendo che “Penso che il piano della rete unica debba essere migliore della somma di quelli stand alone (di Tim e Open Fiber, ndr), altrimenti non si spiega per quale motivo rinunciamo alla concorrenza per arrivare a creare operatore unico”.

“Quando si parla di fibra dobbiamo sgomberare il campo: si parla di FTTH. Sulla rete unica si è parlato troppo di modelli di strutture azionarie, e poco di piano industriale – ha proseguito Bisio – Il piano della rete unica deve essere migliore della somma dei singoli piani, altrimenti non si spiega perché rinunciare al formidabile motore che è la concorrenza. Ci aspettiamo che le sinergie industriali di cui si parla possano ridurre i costi di accesso con un vantaggio da trasferire sui clienti finali. Altro tema: i livelli di servizio: se c’è una rete unica gli standard devono traguardare i migliori standard adesso sul mercato. Se tutte queste condizioni si verificano allora la rete unica può essere un modello da cavalcare per fare avanzare il Paese”.

Bisio (Vodafone Italia) ‘Italia fanalino di coda in human capital e digitalizzazione’

Per ridare competitività al Paese, è necessario che l’Italia punti su human capital, dove siamo fanalino di coda (28esimi su 28) nella Ue e su digitalizzazione dove siamo sempre agli ultimi posti nella classifica Desi. “Dobbiamo ridare competitività soprattutto alle Pmi – ha detto Bisio – c’è poi un secondo capitolo importante, che è la sanità. Bisogna digitalizzare la sanità, dal rapporto con i medici di base alle ricette. C’è poi la sostenibilità delle grandi città. Smart road, traffico, efficientamento delle grandi filiere per arrivare ad esempio ad una nuova agricoltura di precisione”.

L’utilizzo di massa di piattaforme come Zoom e Webex in smart working sono soltanto il primo passo, secondo Bisio.

Per quanto riguarda il 5G, Vodafone proseguirà nella copertura in altre città dopo Milano, ma anche in aree più periferiche, in linea con gli obblighi di copertura fissati in sede di asta. Gli operatori italiani partono con l’handicap del prezzo salatissimo spesso in sede di gara frequenze, sottolinea Bisio, una zavorra ben più alta che in altri paesi. In Italia si è pagato quattro volte la somma spesa in Spagna, tre volte quella spesa in Uk e il doppio che in Germania. “Il Governo dovrebbe offrire una sponda”, ha detto Bisio, secondo cui il 5G non deve restare incapsulato in un oligopolio di fornitori. Per questo, auspica che il Governo aderisca all’Open RAN, una grande opportunità di sviluppo per le Tlc, secondo l’ad di Vodafone italia, per disaccoppiare l’hardware dal software per le nuove reti.

Bisio (Vodafone Italia) ‘FTTC è superato, è come l’Euro 3 o l’Euro 4 per le auto’

Per puntare ad una svolta decisa nel processo di digitalizzazione del Paese, è necessario puntare sulla vera fibra FTTH. “Si è parlato troppo di governance, e troppo poco di piano industriale”, ha detto Bisio, ricordando che da un lato c’è il piano di Open Fiber, che prevede al copertura di 20 milioni di unità abitative al 2023 e dall’altra FiberCop, che prevede la copertura di 16 milioni di unità abitative al 2025.

Maximo Ibarra (Sky Italia): ‘Traffico video esploso con la pandemia. FTTH tecnologia abilitante’

Maximo Ibarra, AD di Sky Italia, ha ricordato il trend in atto nel consumo televisivo, soltanto accelerato dalla pandemia: “Abbiamo visto una accelerazione del consumo di dati video – ha detto Ibarra – fatto cento il consumo di traffico in rete, 70 sono protocolli video. E questi pacchetti aumenteranno del 300-400% nei prossimi 3 o 4 anni”.

E ancora, il tipo di fruizione è sempre più on demand. “In ambiente IP, la qualità del video è sempre più importante – ha detto Ibarra – per questo motivo siamo entrati nel mondo delle Tlc. Più aumenta la penetrazione in fibra, più migliora la fruizione video, aumentando così la domanda e l’offerta”.

Rete unica, Ibarra (Sky Italia): ‘Capire come Open Fiber possa investire ancor di più’

Per quanto riguarda la rete unica, secondo Ibarra questa già esiste. “Occorre rafforzarla con maggiori investimenti già previsti. In generale una rete unica deve garantire quegli aspetti di indipendenza, terzietà e sicuramente non di integrazione verticale, perché l’integrazione verticale ha dimostrato che ha portato non a una accelerazione degli investimenti, quanto piuttosto a una diversa allocazione degli investimenti nel tempo. Il mio pensiero è molto semplice, oggi esiste una realtà (Open Fiber n.d.r.) e occorre capire come questa realtà possa fare più investimenti ancora meglio di quello che i suoi piani prevedono”.

Liuzzi (Mise), per 5G servono investimenti in infrastrutture

Il sottosegretario allo Sviluppo economico ed esponente del Movimento 5 stelle, Mirella Liuzzi, ha voluto chiarire che per portare avanti la rivoluzione del 5G “servono investimenti in infrastrutture fisse e mobili perché il tema va di pari passo con quello dell’infrastruttura in fibra”. Il 5G si presenta come un vantaggio soprattutto per le piccole e medie imprese. Liuzzi ha poi aggiunto che anche il Recovery plan italiano “dovrà occuparsi del ‘cluster’ della connettività che avrà una dotazione finanziaria importante”.

Sui fondi del Recovery Fund, Liuzzi afferma che il Mise non può essere escluso dalla cabina di regia alla Presidenza del Consiglio che discuterà dei fondi e andrà poi a discuterne a Bruxelles.

Liuzzi: ‘Necessaria posizione unica sul 5G in Europa’

A livello europeo, invece, è necessario che ci sia “una posizione unica, comune, sugli standard di sicurezza del 5G e su questo l’Italia si sta impegnando”.

L’obiettivo del Governo in tema 5G è non disperdere il vantaggio accumulato nel corso del tempo, visto che l’Italia al momento è al terzo posto nell’indice Desi per lo sviluppo di reti 5G, che secondo la sottosegretaria avrà un ruolo molto positivo anche per la digitalizzazione dei servizi della PA come la gestione dei servizi pubblici, dei servizi idrici della sicurezza, la mobilità e il Tpl.

Il Governo punta poi ad una gestione flessibile dello spettro 5G, come già avviene in altri paesi europei, fra cui Germania e Regno Unito, che offrono una piccola fetta di rete direttamente alle aziende per collegare i macchinari ai servizi del 5G.

Mirella Liuzzi ha ricordato le diverse semplificazioni messe in atto nei decreti dei mesi scorsi per snellire la diffusione delle infrastrutture.

Rete unica, Liuzzi (Mise): ‘Presenza maggioritaria dello Stato’

La sottosegretaria non si sottrae al dibattito sulla rete unica. “Ho già detto in diverse altre occasioni quanto sia importante la presenza forte dello Stato nella rete unica – ha detto – che, per citare il Professor Sassano, sarebbe meglio chiamare rete neutrale, perché in realtà di questo si parla. Ci deve essere la presenza maggioritaria dello Stato, insieme con tutti gli altri operatori del settore”. “Partendo da una rete neutrale, che dovrà garantire un accesso universale, bisogna rendere questo paese finalmente connesso superando gli errori che sono stati fatti in passato”, ha aggiunto Liuzzi, ricordando l’handicap dell’Italia priva di un modello di Tv via cavo, che da sempre pesa sulla mancata copertura del paese. Lo stesso concetto di ‘Neutral host’ potrebbe essere valido anche per la rete mobile, chiude Liuzzi.

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Articolo Originale di Paolo Anastasio, pubblicato e leggibile in originale a questo indirizzo e qui citato a fini di diffusione. Tutti i diritti sono riservati all’autore e alla testata di riferimento.

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